venerdì 19 settembre 2014

Recensione SI ALZA IL VENTO

Recensione si alza il vento




Regia di Hayao Miyazaki con -

Recensione a cura di Stefano Santoli (voto: 10,0)

"Perché realizzare un'opera, quando è così bello sognarla soltanto?"
Pasolini-allievo di Giotto, nell'ultimo episodio del "Decameron"

"Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere:
'Non tentare di volare troppo in alto', e mi sono chiesto
se non si potesse interpretarla in un modo diverso:
'Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide'
".
Stanley Kubrick

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giovedì 18 settembre 2014

Recensione AMATA IMMORTALE

Recensione amata immortale




Regia di Bernard Rose con Gary Oldman, Jeroen Krabbé, Isabella Rossellini, Johanna ter Steege, Valeria Golino

Recensione a cura di peucezia

Ispirato a una lettera d'amore misteriosa indirizzata a una donna senza nome indicata come "amata immortale" e rinvenuta tra i carteggi del grande Ludwig van Beethoven alla sua dipartita, il film inizia appunto con la morte del musicista e con la ricerca febbrile da parte del suo amico ed amministratore Anton Schindler della donna a cui l'artista avrebbe scritto una lettera tanto appassionata.

Tra scene in flashback e altre successive alla morte di Beethoven, l'intento della pellicola è di dare una panoramica della vita del musicista tedesco, sempre scontroso e controcorrente, che tuttavia seppe lasciare un segno tra le donne che ebbero la ventura di conoscerlo e che fu profondamente e morbosamente legato al nipote, figlio di un suo fratello deceduto per tubercolosi ancor giovane.

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martedì 16 settembre 2014

Recensione THE GIVER - IL MONDO DI JONAS

Recensione the giver - il mondo di jonas




Regia di Phillip Noyce con Brenton Thwaites, Jeff Bridges, Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Taylor Swift, Katie Holmes, Cameron Monaghan, Odeya Rush, Emma Tremblay

Recensione a cura di marcoscafu

Esiste un luogo, in un tempo futuro, in cui le persone non hanno memoria degli eventi passati, non hanno sentimenti come amore, odio, paura o dolore, non hanno guerre, non hanno animali e non hanno nemmeno più la capacità di vedere il mondo a colori. Le famiglie sono composte secondo compatibilità, ognuna con un figlio maschio ed una figlia femmina.
Questo posto è governato da un consiglio di Anziani che durante la Cerimonia dei 12 assegna ad ognuno il lavoro che avrà per il resto della vita a seconda delle doti. Jonas (Brenton Thwaites, "Oculus - il riflesso del male" e "Maleficent") ha un dono speciale, quello di "sentire", grazie al quale viene nominato come prossimo "accoglitore", ossia l'unico nella comunità ad avere accesso alla memoria storica del mondo che gli viene trasmessa dal "donatore" (Jeff Bridges, "Tron" e "Il grande Lebowski").
La progressiva conoscenza degli eventi induce Jonas alla decisione di non sottoporsi più alle iniezioni mattutine volte a inibire i sentimenti, cosa che gli farà pian piano riacquistare la capacità di vedere i colori e di portare ad un livello superiore la sua amicizia con la bella Fiona (Odeya Rush, "L'incredibile vita di Timothy Green"). L'ultima goccia sarà la comprensione della pratica chiamata "congedo": in pratica un omicidio legalizzato, che verso il neonato Gabriel è visto come pura follia dall'ormai "risvegliato" Jonas. La decisione è presa: arriverà al limite dei confini del paese per liberare la memoria di tutti e ridare il libero arbitrio.

In principio era Ray Bradbury col bellissimo "Fahrenheit 451". Dal lontano 1953 in molti hanno attinto da quella meravigliosa idea del mondo-senza-libri. In pochi l'hanno omaggiata nel modo dovuto. Questa pellicola del pur capace Phillip Noyce ("Il collezionista di ossa", "Giochi di potere", "Sotto il segno del pericolo", "Furia cieca", ecc...), rientra purtroppo nella seconda categoria.
"The giver - Il mondo di Jonas" è uno di quei film che, mentre le immagini scorrono sullo schermo, riescono ad emozionare facendo leva su un'ottima fotografia e una grandissima capacità da parte del montaggio di scegliere le sequenze nel modo più toccante. Un esempio su tutti: per spiegare il concetto di coraggio all'accoglitore, Jeff Bridges tramite contatto delle mani comunica, tra le altre, la famosa scena del ragazzo cinese che durante la rivolta in piazza Tienanmen si parò davanti a dei carri armati per fermarli. Applausi. O lacrime. In ogni caso bravo.
Inoltre accanto ai due protagonisti girano anche comprimari di tutto rispetto. Ad iniziare dall'eterna Meryl Streep ("Kramer contro Kramer" e "La mia Africa") nei panni del capo degli Anziani, passando per la bellissima Katie Holmes (Joey Potter di "Dawson's Creek" e "Batman begins") che interpreta la madre di Jonas, e infine Alexander Skarsgard (Eric di "True Blood" e "Melancholia") ovvero il padre del ragazzo. Un cast importante, il livello di recitazione non cala mai, sono tutti credibili e arrivano al punto senza troppi fronzoli. E Katie in tailleur nero e tacchi alti vale sempre il prezzo del biglietto.

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mercoledì 30 luglio 2014

Recensione THE SACRAMENT

Recensione the sacrament




Regia di Ti West con Joe Swanberg, AJ Bowen, Gene Jones, Kentucker Audley, Amy Seimetz, Donna Biscoe, Millie Wannamaker

Recensione a cura di The Gaunt (voto: 8,0)

Ti West, classe 1980, è un autore abbastanza sconosciuto ai più e più noto agli appassionati del cinema horror, di cui il nostro sicuramente conosce a menadito il genere e dove è verosimile ipotizzare che sia cresciuto fin dalla più tenera età a pane e horror. Sconosciuto ai più perché le sue pellicole non hanno mai trovato una distribuzione italiana adeguata e dire che, dato lo stato attuale di crisi del cinema horror, un regista come West meriterebbe qualcosa in più di una striminzita distribuzione home video o semi clandestina proveniente dalle ampie lande del web.
Indubbiamente West è un regista particolare, quasi di nicchia anche nell'ambito del genere horror in cui fino adesso è stato confinato, ma possiede abbastanza personalità per imporre il proprio stile e nei limiti del possibile, capace di non farsi influenzare da fattori esterni e puramente commerciali (solo beghe contrattuali impedirono a West di ritirare il proprio nome dal sequel di "Cabin Fever", da lui disconosciuto dopo estenuanti vicissitudini produttive).

Fin dai suoi esordi il regista americano ama in maniera particolare giocare con i generi, a volte seguirli, altre sovvertire i suoi cliché e giocare molto sulle aspettative dello spettatore, come nello splendido "House of the Devil", esempio lodevolissimo nel ricreare quelle atmosfere inquietanti tipiche degli horror anni settanta e decennio successivo.
Ma è con "The Innkeepers" che West alza molto la posta in gioco e, sia pure nelle sue imperfezioni che dietro ad un gioco citazionistico di "Shining", scopre le proprie carte di un cinema ingannevole e sfuggente, che dietro la maschera apparente di una tipica ghost story da film horror, nasconde la sua vera natura di thriller psicologico molto raffinato e da un certo punto di vista realistico. Un film che si fonda sulla forza della suggestione psicologica, ai limiti del plagio, dove la protagonista viene manipolata dalla sua stessa immaginazione. E gli spettatori con lei.
Suggestione e manipolazione sono alla base di "The sacrament", film presentato nella sezione Orizzonti della 70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, creando una certa freddezza alla sua proiezione come se ci si trovasse di fronte a qualcosa che sembra una cosa ma che in realtà non è.

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mercoledì 23 luglio 2014

Recensione CONTACT

Recensione contact




Regia di Robert Zemeckis con David Morse, James Woods, Matthew McConaughey, Jodie Foster

Recensione a cura di Fulvio Baldini aka peter-ray (voto: 8,0)

Eleoror Arroway (Jena Malone) è un'intelligente e curiosa bambina che mostra un particolare interesse per la scienza. Avendo perso la madre appena nata per complicazioni post-partum, vive da sola con il padre Ted, nel Wisconsin. Fin dalla tenera età Ted la incoraggia all'utilizzo della radiotrasmittente e del telescopio per osservare le stelle. Una sera come tante altre, mentre Ellie ammira il cielo dalla terrazza di casa, Ted ha un attacco di cuore. La piccola Ellie cerca di soccorrerlo correndo giù per le scale, ma arriva troppo tardi.
Diversi anni dopo, Eleonor Arroway (Jodie Foster) diviene una brillante e promettente astrofisica. Trasferitasi in Sud America per partecipare a un programma radioscopico per la ricerca di forme di vita intelligente nel cosmo chiamato SETI, conoscerà un giovane studioso di teologia, Joss Palmer (Matthew McConaughey), con cui avrà una contrastante relazione che la vedrà protagonista di accesi dibattiti etici tra scienza e fede.

Il progetto di ricerca viene sospeso in quanto considerato una perdita di tempo, ma Ellie non si da per vinta. Cercando nuovi finanziatori, dopo circa un anno, riesce a trovare e a convincere un misterioso industriale molto influente di nome S.R. Hadden a concedergli i fondi per un suo progetto di ricerca.
Trascorsi alcuni anni senza risultati, il governo vuole fermare il progetto rivendicando la proprietà delle antenne per utilizzi migliori ma, quando tutto sembra ormai finito, Ellie riesce finalmente a rilevare qualcosa di interessante; un segnale radio proveniente da Vega, nella costellazione della Lira. Il segnale contiene un ordine logico di numeri primi che gli scienziati dello staff provano a codificare. Analizzando i dati, scoprono che il messaggio contiene una traccia audiovisiva. Si tratta di una registrazione del filmato di Adolf Hitler all'apertura delle Olimpiadi del 1936.
Il governo statunitense reagisce con preoccupazione per una possibile minaccia di attacco alieno, ma gli scienziati ritengono si tratti soltanto di un segnale di ritorno inviato all'umanità per dire che hanno ricevuto il messaggio. In un secondo momento, l'equipe scopre che, oltre al filmato, il segnale contiene un'altra immensa mole di informazioni codificate. Con l'aiuto del suo misterioso finanziatore, il Sig. Hadden, Ellie riesce a decifrare i dati ottenendo un progetto dettagliato per la costruzione di una sofisticata macchina per il viaggio nello spazio. Dopo diversi dibattiti internazionali viene presa la decisione unanime di costruire il macchinario.
Dal momento che a concorrere all'investimento ci sono numerose nazioni, viene istituita una commissione mondiale speciale per scegliere tra i vari candidati di ogni Paese il più idoneo a partire. Tra i cinque nominati c'è anche Ellie che sembrerebbe essere la favorita in quanto a capo del progetto, ma secondo la commissione è estremamente importante che il 'primo contatto' con una forma di vita aliena avvenga tramite una persona che crede in Dio.

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lunedì 23 giugno 2014

Recensione LA PIOGGIA CHE NON CADE

Recensione la pioggia che non cade




Regia di Marco Calvise con Carlo Picone, Anna Russo, Mauro Fiore, Vincenzo Picone, Simone Pletto, Vincenzo Citriniti, Viviana Colais, Francesca Nunzi, Elisabetta Ventura, Angela Curri, Vincenzo De Michele, Marco Paparella, Lucia Centorame, Philippe Guastella

Recensione a cura di marcoscafu

Carlo Picone è voce, chitarra e pianoforte della band romana "Inverso". Insieme a lui ne fanno parte Vincenzo Picone al basso e cori, Mauro Fiore alla batteria, Simone Pletto alla fisarmonica, Vincenzo Citriniti al sax e infine Anna Russo al violoncello. Durante una serata vengono notati da Luca, un sedicente manager, che propone loro un incontro con un altrettanto inquietante produttore: sembra la svolta della loro carriera musicale. Qualcuno ci crede di più, qualcuno di meno, fatto sta che tutta la band si presenta all'appuntamento sognando un contratto importante che li proietti nel mondo "dei grandi". Le promesse allettano tutti, il solo Mauro rimane più scettico e guardingo nei confronti dei due ambigui personaggi.
Contemporaneamente alla inattesa possibilità del salto in avanti in carriera, per Carlo c'è anche da risolvere un problema personale: la moglie, Sara, non è più convinta della loro relazione. Troppe le ore passate da sola, troppo il tempo sottratto alla vita familiare dagli impegni della band, probabilmente troppe le notti senza il marito che, per lavoro, è di guardia in farmacia. Carlo se ne va di casa e viene prima ospitato da Mauro, poi da Anna, che è segretamente innamorata di lui da tanto tempo. Le giornate passate insieme le permettono di rivelare i suoi sentimenti, ma sembra proprio che l'amore per Sara sia ancora forte.

Si avverte per il prosieguo nella lettura di presenza di SPOILER.

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martedì 17 giugno 2014

Recensione PRIMA COMUNIONE

Recensione prima comunione




Regia di Alessandro Blasetti con Aldo Fabrizi, Lucien Baroux, Adriana Mazzotti, Gaby Morlay, Ernesto Almirante, Ludmilla Dudarova

Recensione a cura di peucezia

Uscito nel 1950 con la regia di Alessandro Blasetti e la sceneggiatura di Cesare Zavattini, il film "Prima comunione" si allontana dal filone neorealista dell'epoca per inserirsi nella categoria più ampia di commedia di costume. Non c'è inoltre più cenno al conflitto mondiale, conclusosi da appena cinque anni.

A metà tra il comico e il drammatico, per le situazioni narrate nella vicenda, la pellicola è ambientata a Roma in un quartiere residenziale.
E' il giorno di Pasqua e la figlioletta del cavalier Carloni, agiato proprietario di una pasticceria, è in procinto di prendere la sua prima comunione.
Sia Carloni (Aldo Fabrizi), sia la moglie non sono più giovani, la loro bambina è nata dopo molti anni di matrimonio e per questo essi tengono moltissimo alla riuscita della cerimonia, ma una serie di contrattempi tardano l'arrivo dell'abito dalla sarta, che lo ha confezionato causando tensioni e nervosismi. Quando tutto sembra sull'orlo di una crisi definitiva, uno sconosciuto riporta pace e serenità nel piccolo nucleo familiare.

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