Visualizzazione post con etichetta sentimentale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sentimentale. Mostra tutti i post

mercoledì 20 febbraio 2013

Recensione BLUE VALENTINE

Recensione blue valentine




Regia di Derek Cianfrance con Ryan Gosling, Michelle Williams, Mike Vogel, John Doman, Ben Shenkman, Reila Aphrodite, Maryann Plunkett, Faith Wladyka, Dan Van Wert, Michelle Nagy, Samii Ryan, Ashley Gurnari, Eileen Rosen, Tamara Torres, Carey Westbrook, Ian Bonner

Recensione a cura di luisa75

Riesumato miracolosamente dal probabile oblio cui strane strategie di distribuzione l'avevano destinato, dopo tre anni dalla realizzazione arriva nelle nostre sale, con colpevole ritardo, il film "Blue Valentine", l'opera quasi prima di Derek Cianfrance, presentato in gara al "Sundace Film Festival 2010" e nella sezione "Un Certain Regard" del 63° Festival di Cannes.

"Blue Valentine" è un film drammatico, impietoso, fortissimamente coinvolgente, che racconta un pezzo di storia di ciascuno di noi, quando un grande amore si logora nel trascorrere del tempo. L'inizio e la fine della parabola amorosa di Cindy e Dean, una coppia sposata che non riesce più ad amarsi, senza neppure sapere bene il perché.
Si erano conosciuti per caso, quando erano giovani e belli. Lei, reduce da una storia sbagliata con Bobby, un vecchio compagno di liceo da cui sta aspettando un bambino, studiava al college per diventare ostetrica, mentre si prendeva cura della nonna ricoverata in una casa di cura in Pennsylvania; lui, dopo aver lasciato la scuola, lavorava per una ditta di traslochi a New York.
Ed è proprio mentre sta aiutando un anziano a traslocare nella stessa casa di riposo della nonna di lei, che Dean e Cindy si erano incontrati e in un momento di esaltazione amorosa era scoccato il colpo di fulmine. E allora, accecato dalla passione per quella bellissima ragazza che ha fatto braccia nel suo cuore, Dean la cerca, la corteggia, la fa innamorare e la sposa, pronto ad occuparsi della bambina che lei sta aspettando.

[...]

Leggi la recensione completa del film BLUE VALENTINE su filmscoop.it

giovedì 15 marzo 2012

Recensione THE ARTIST

Recensione the artist




Regia di Michel Hazanavicius con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell

Recensione a cura di peucezia

Vincitore di ben cinque premi Oscar nell'edizione 2012 e di altri importanti riconoscimenti internazionali nel corso del 2011 il film "The Artist", scritto e diretto dal francese Michel Hazanavicius, può a pieno titolo entrare nella storia del cinema per la sua peculiarità di fondo: dal 1929, anno di nascita degli Oscar, è il secondo film muto a vincere l'agognata statuetta e soprattutto si segnala come unico esempio di film non parlato in un'epoca che fa del rumore il suo credo.

Girato a colori con una frequenza più bassa di fotogrammi al secondo per ricordare l'aspetto delle pellicole anni Venti e con una gamma di grigi che varia a seconda delle situazioni - lucido nei momenti sfavillanti e felici, più cupo e grigio in quelli tristi - "The Artist" cura minuziosamente scenografie, ambientazioni, trucco, dando allo spettatore la sensazione di fare un salto a ritroso nel tempo.
Retrò è anche la colonna sonora che accompagna la storia firmata da Ludovic Bource ed elemento di primaria importanza poiché, in una storia senza parole, all'accompagnamento musicale è dato l'ingrato compito di introdurre i vari passaggi e di sottolinearne i momenti clou: pensiamo alla scena di Peppy che si stringe appassionatamente alla giacca del divo e a come cambia la scena quando la ragazza è sorpresa da Valentin.

[...]

Leggi la recensione completa del film THE ARTIST su filmscoop.it

giovedì 17 novembre 2011

Recensione ONE DAY (2011)

Recensione one day (2011)




Regia di Lone Scherfig con Anne Hathaway, Jim Sturgess, Patricia Clarkson, Romola Garai, Jamie Sives, Jodie Whittaker, Georgia King, Rafe Spall, Ken Stott, Amanda Fairbank-Hynes

Recensione a cura di pompiere (voto: 6,5)

"Se a St. Swithin ti piove in testa, vedrai vedrai vedrai... che qualcosa resta".

E' un piovoso 15 Luglio (giorno di festa in Inghilterra) del 1988. Emma e Dexter (Anne Hathaway e Jim Sturgess) si sono appena laureati, e trascorrono insieme una notte apparentemente uguale a tante altre. Invece la ciclicità di questo giorno profetico sarà fondamentale durante il corso delle loro intere vite.

[...]

Leggi la recensione completa del film ONE DAY (2011) su filmscoop.it

martedì 8 novembre 2011

Recensione IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE

Recensione il cuore grande delle ragazze




Regia di Pupi Avati con Micaela Ramazzotti, Cesare Cremonini, Gianni Cavina, Andrea Roncato, Sydne Rome, Patrizio Pelizzi, Gisella Sofio, Stefania Barca

Recensione a cura di JackR

L'unica dote di Carlino Vigetti (Cesare Cremonini), primogenito di Adolfo (Andrea Roncato), è un alito che profuma naturalmente di biancospino con il quale conquista le ragazze del paese.
Il proprietario del terreno coltivato dai Vigetti, Sisto Osti (l'immancabile Gianni Cavina), acconsente, seppur riluttante, a dare in sposa una delle sue figlie nubili e ben poco appetibili al giovane Carlino, pur di vederne sistemata almeno una. In cambio di una moto Guzzi e del prolungamento del contratto di mezzadria, Carlino acconsente al matrimonio, finché non conosce la bellissima Francesca (Micaela Ramazzotti), figliastra di Osti, e decide piuttosto di sposarsi con lei invece di scegliere tra le due zitelle, promettendo persino di astenersi dalle tentazioni.
Nonostante il parere contrario di tutti i genitori e qualche intoppo, i due convolano finalmente a nozze, ma l'astinenza forzata gioca a Carlino e Francesca un brutto scherzo...

Pupi Avati è legato ad alcune tematiche fondamentali: l'amicizia, la famiglia, i tempi della sua giovinezza. Il suo cinema migliore (da "Regalo di Natale" in giù) insiste su queste tematiche, in tono leggero o drammatico, raccontando storie che potrebbero appartenere ai ricordi di chiunque. Il suo modo di raccontare e filmare riflette l'attaccamento e la gratitudine nei confronti delle cose che nella sua vita hanno contato di più. Non è un caso che, quando si è allontanato da qualcosa a cui tiene veramente (un esempio: "Il figlio più piccolo"), i risultati siano –mediamente –meno convincenti.

[...]

Leggi la recensione completa del film IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE su filmscoop.it

venerdì 10 dicembre 2010

Recensione INCONTRERAI L'UOMO DEI TUOI SOGNI

Recensione incontrerai l'uomo dei tuoi sogni




Regia di Woody Allen con Josh Brolin, Anthony Hopkins, Freida Pinto, Naomi Watts, Antonio Banderas

Recensione a cura di Terry Malloy

L'errore maggiore che si può commettere nei confronti di un film di Woody Allen è giudicarlo un film di Woody Allen. La frase che più spesso sentiamo infatti all'uscita dai cinema o nelle recensioni è "sicuramente non è dei suoi migliori", che, adattato, potrebbe suonare come un "niente di nuovo sotto il sole". La riflessione personalissima che ne segue è: "Necessario che un commediografo inserisca l'originalità contenutistica e stilistica, nonché narratologica tra le priorità della sua produzione?". Guardandosi indietro infatti, non sembra che commediografi come Plauto o Goldoni o lo stesso Shakespeare avessero come obiettivo precipuo di sorprendere lo spettatore/lettore con l'abbondanza di sempre nuove soluzioni narrative. La Commedia è un genere che ha a che fare con il divertimento (incerta ancora adesso è l'etimologia) e, come è noto, si ride sempre delle stesse cose, ovvero di noi. Giudicare un film di Allen, a partire da Allen e non a partire da quella che è pur sempre una buona commedia umana, pare una presa di posizione che impoverisce l'esperienza di una fruizione più libera, meno intellettualistica e radicale. Meglio è giudicare un'ora e mezza di puro teatro, piuttosto che perdersi in inutili rimpianti di "Manhattan" e rovinarsi un film assolutamente consigliato.

Seguirà la sinossi del film, per chi non lo avesse ancora guardato.

[...]

Leggi la recensione completa del film INCONTRERAI L'UOMO DEI TUOI SOGNI su filmscoop.it

martedì 16 novembre 2010

Recensione BREVE INCONTRO

Recensione breve incontro




Regia di David Lean con Celia Johnson, Trevor Howard, Cyril Raymond, Stanley Holloway

Recensione a cura di kowalsky (voto: 10,0)

"Sei stata lontana così a lungo... grazie per essere ritornata da me"
Dal film

"Breve incontro" è la cronaca intimista di un amore comune. Quel sentimento vinto da "una tipologia di persone incapace di affrontare emozioni al di fuori della normale gamma d'esperienza", come scrissero i critici dell'epoca. Un sentimento tanto naturale quanto sofferto e, per quei tempi, scandaloso.

[...]

Leggi la recensione completa del film BREVE INCONTRO su filmscoop.it

mercoledì 7 aprile 2010

Recensione HAPPINESS (2007)

Recensione happiness (2007)




Regia di Heo Jin-ho con Hwang Jeong-min , Im Soo-jeong, Gong Hyo-jin, Park In-hwan, Shin Shin-ae

Recensione a cura di Anna Maria Pelella

Young-su lavora in un night club. Quando gli viene diagnosticata una grave forma di cirrosi decide di ritirarsi in un centro salute fuori città. Là incontra Eun-hee di cui si innamora.
I due decidono di lasciare il centro per andare a vivere insieme. Ma le vecchie abitudini intralceranno presto tutti i loro buoni propositi.

La felicità, o il tentativo di raggiungerla sono spesso al centro delle romantiche storie di Hur Jin-ho. Regista dotato di un occhio decisamente orientato al melodramma, Hur Jin-ho costruisce storie il cui centro è sempre una felicità, perduta e di rado ritrovata, nel qual caso sarà solo per breve tempo.
I suoi protagonisti, come in questo struggente "Happiness", non hanno mai la forza di volontà, né il reale spessore morale di opporsi al destino di distruzione che spesso scrivono con le proprie mani.
Young-su ha un carattere debole e il suo tentativo di risollevarsi passa attraverso la dipendenza emotiva dalla sua storia d'amore con Eun-hee, la quala a sua volta è una persona ferita dalla vita e tristemente rassegnata all'imminenza della morte.
I due hanno una fugace possibilità di migliorare le loro condizioni di salute, costruita sul precario equilibrio di una ritrovata serenità emotiva, ma la debolezza e la scarsa volontà di cambiare di Young-su faranno da detonatore alla tragedia, che spesso accompagna i destini dei personaggi di Hur Jin-ho.

[...]

Leggi la recensione completa del film HAPPINESS (2007) su filmscoop.it

giovedì 25 marzo 2010

Recensione PORTRAIT OF A BEAUTY

Recensione portrait of a beauty




Regia di Jeon Yun-su con Dae-Sung Choi, Ja-Hyeon Chu, Min-sun Kim, Yeong-ho Kim, Nam-gil Kim

Recensione a cura di Nicola Picchi (voto: 6,5)

Nata in una famiglia di pittori di corte, la giovanissima Yun-jeong è straordinariamente portata per la pittura e il disegno. Le speranze del padre sono però riposte nel fratello che, non riuscendo a superare l'esame d'ammissione all'Accademia Reale, si toglie la vita.
Per salvare l'onore della famiglia, Yun-jeong è costretta ad assumerne l'identità e a vivere come un uomo. La sua bellezza e il suo talento sono notati da uno degli insegnanti, Kim Hong-do, il quale, al corrente della sua vera natura, se ne innamora. Ma Yun-jeong incontra un artigiano che costruisce specchi di specchi, Kang-moo, innamorandosene a sua volta, e l'inatteso triangolo avrà conseguenze fatali.

Shin Yoon-bok, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Hyewon, è uno dei più conosciuti pittori della dinastia Chosun. Nato nella seconda metà del XVIII secolo, è noto per i suoi disegni che ritraggono scene di vita quotidiana in maniera minuziosamente realistica, senza disdegnare la rappresentazione di scene erotiche; fatto quest'ultimo che gli costerà l'espulsione da Dohwaseo, l'Accademia Reale di Pittura.
Nel romanzo "Painter of the Wind" di Lee Jeong-myeong, Hyewon è raccontato come una donna che, per il suo amore per la pittura e per non deludere il padre, anch'egli pittore di corte, è costretta a travestirsi da uomo, dato che l'arte era considerata un'occupazione tradizionalmente maschile a cui le donne non potevano avere accesso.
Il romanzo ha dato vita ad una serie televisiva in 20 episodi ("Painter of the Wind") e a "Portrait of a Beauty" di Jeon Yoon-soo, che è anche il titolo di uno dei più noti dipinti di Hyewon.

[...]

Leggi la recensione completa del film PORTRAIT OF A BEAUTY su filmscoop.it

lunedì 23 novembre 2009

Recensione PRIMA DEL TRAMONTO

Recensione prima del tramonto




Regia di Richard Linklater con Ethan Hawke, Julie Delpy, Vernon Dobtcheff, Louise Lemoine Torres, Rodolphe Pauly, Mariane Plasteig

Recensione a cura di Mimmot

Le promesse non mantenute sono come le foglie morte: stanno lì, sospese nell'aria a fluttuare nel vento d'autunno. La prima non te la scordi, come un tassello scolpito nella memoria in cui c'è persino l'odore di quel momento in cui l'hai pronunciata, il gusto di quelle lacrime trattenute che adesso sono lontane.
Memorie. La prima e poi le altre e poi le altre ancora, da non ricordare più quante, tanto da essertele dimenticate.
Comodo l'alibi della memoria per abdicare al proprio ruolo. L'età, il conformismo, la resa mascherata giocano un ruolo decisivo per sperimentare quel rimpianto che nemmeno sapresti dire, e che sta in agguato perfino in un futuro rovesciato.

Ed è forse il rimpianto, insieme all'innocenza persa con quella promessa non mantenuta, che fa riannodare quel filo spezzato una mattina di nove anni fa, quando Jesse e Celine si erano promessi di rivedersi tra sei mesi, al binario 9 della stazione di Vienna, che aveva assistito al debutto del loro amore.
Li avevamo lasciati, giovani studenti, dopo un incontro casuale durato una intera notte e nutrito di sogni che regalano occhi nuovi per guardare il mondo e le cose. Jesse e Celine si sarebbero dovuto incontrare dopo sei mesi per dare un seguito a quel sentimento che aveva appena fatto in tempo ad esordire, prima che ciascuno riprendesse la propria strada e la propria vita. Poi si torna sempre dentro se stessi e si dimentica.
E così quella promessa era stata dimenticata e quello che sarebbe potuto essere non era stato. E adesso sono lì, orfani di un'esperienza che non ha eguali e spogli di quella strepitosa, tenerissima, quasi infantile capacità di svelare la potenza di un sentimento che nemmeno conosci.

[...]

Leggi la recensione completa del film PRIMA DEL TRAMONTO su filmscoop.it

mercoledì 28 ottobre 2009

Recensione PRIMA DELL'ALBA

Recensione prima dell'alba




Regia di Richard Linklater con Ethan Hawke, Julie Delpy, Andrea Eckert, Hanno Poschl

Recensione a cura di Mimmot

Ci sono certi momenti della vita che sono vissuti come molto particolari e che più tardi, visti con gli occhi dei ricordi (o dei rimpianti), gelosamente conservati nelle pieghe della nostra memoria, diventano momenti veramente straordinari.
Non importa quali essi siano: se i momenti di un viaggio senza meta oppure quelli di un incontro estremamente importante; se quelli di un amore totalizzante oppure quelli di una passione travolgente; importante è che quei momenti siano vissuti lasciando che accadano le cose che devono accadere.
Ricordi (o rimpianti) che attraversano le nebbie del tempo e che, come certe fotografie fissate alle parete della nostra stanza - simili a finestre che si aprono sull'immensità dell'orizzonte - segnano gli attimi delle nostre emozioni, che abbiamo cercato e cerchiamo ancora nelle nostre lunghe notti insonni, imprigionate dall'ansia e dalla malinconia.
Importante è saper riconoscere quei momenti in cui la magia ci sfiora, per saperla cogliere al volo e viverla fino in fondo. Senza remore, senza farsi troppe domande, senza chiedersi se è giusto o sbagliato, senza paura di commettere errori e di rimanerne feriti perché, nelle questioni di cuore, non è detto che tutto ciò che si sente di dover fare deve avere assolutamente un senso. Come tutto quello che viene dal profondo e riempie l'animo.
Liberi dalla zavorra delle convenzioni, lasciandosi alle spalle sicurezze, diffidenze e difese. Tanto non servono e andranno perdute.

Vincitore dell'Orso d'argento per la miglior regia al Festival di Berlino 1995, "Prima dell'alba" è, forse, il film più maturo e intelligente che Richard Linklater, all'epoca poco più che trentenne, abbia girato nella sua carriera. Ma è anche il film che, in modo semplice e venato di romantica malinconia, racconta della magia e dell'emozione assoluta di un debutto, che spacca il cuore e si offre come il più impagabile dei doni.
Un film che è la cronaca della nascita di un amore giovane, un amore che non è mai uguale a quello precedente e a quello successivo, pieno di ansie e di malinconie, di magia e di fascino, di tristezza e di speranze. Pieno di tutto ciò che solo l'amore sa offrire.
Un desiderio inedito, il silenzio dell'anima, un sogno, una meraviglia, una liberazione, un incanto. Occhi che cercano altri occhi, sguardi che si perdono in altri sguardi, attimi brevissimi, densi e preziosi, in cui ci si offre ad un'altra o ad un altro sperando che quell'altra o quell'altro faccia altrettanto.
Slanci trattenuti dall'ansia e dalla paura di soffrire, che prendono alla gola e bloccano il respiro, ma che danno la vera misura di se stessi, il sogno irraggiungibile dell'utopia, nudi nell'anima, pronti a farsi guardare dentro, a esporre un'essenza liberata da ogni protezione, da ogni finzione.
Il film è la storia, racchiusa tutta nell'arco di una notte, dell'incontro, dell'innamoramento e della separazione di due ragazzi fino ad allora sconosciuti, ai quali accade qualcosa che prima non c'era e che non ha ritorno, perché il poi sarà certamente diverso dal prima.

[...]

Leggi la recensione completa del film PRIMA DELL'ALBA su filmscoop.it

lunedì 5 ottobre 2009

Recensione UN AMORE ALL'IMPROVVISO

Recensione un amore all'improvviso




Regia di Robert Schwentke con Rachel McAdams, Eric Bana, Ron Livingston, Jane McLean, Stephen Tobolowsky

Recensione a cura di Francesca Caruso

Nella sua terra natale, la Germania, il regista Robert Schwentke ha già ricevuto numerosi premi per i suoi lavori. Ha esordito nei lungometraggi con il thriller dark "Tattoo" (2002). Questo è il suo secondo film girato in terra statunitense, dopo "Flightplan" (2005), e ha scelto di mettersi al servizio di una storia letteralmente senza tempo.
La pellicola è tratta dal romanzo di Audrey Niffenegger, edito in Italia da Mondadori con il titolo"La moglie dell'uomo che viaggiava nel Tempo", che è poi il titolo originale del film. Vi si racconta la storia di un amore indissolubile nonostante gli ostacoli che i due protagonisti sono costretti ad affrontare per affermare il fatto che fossero due anime predestinate.

Il bambino Henry assiste impotente alla morte della madre in un incidente stradale, dal quale si è salvato perché trasportato indietro nel tempo un attimo prima dell'impatto.
Inizia così la grande storia d'amore tra Clare e Henry; lui lavora in una biblioteca, lei è artista e pittrice. Quando Clare lo incontra casualmente proprio in biblioteca Henry non sa chi lei sia, ma la donna gli dice di conoscerlo da tanto tempo, da quando ragazzina lo incontrò su un prato.
Henry, in effetti, possiede un'anomalia genetica che lo fa viaggiare nel tempo in momenti diversi della sua esistenza. Ci sono degli eventi chiave della sua vita che lo fanno ritornare nello stesso luogo in anni diversi; è così che ha conosciuto Clare bambina. I due nel presente si innamorano, si sposano e Clare vuole avere un figlio. Henry ne è felice, ma dopo che la donna abortisce più di una volta, non vuole che suo figlio abbia la sua stessa anomalia e non vuole mettere in pericolo la moglie. Clare vorrebbe una vita il più normale possibile e così si creano degli attriti. Riusciranno a venirne fuori?

[...]

Leggi la recensione completa del film UN AMORE ALL'IMPROVVISO su filmscoop.it

martedì 16 giugno 2009

Recensione COLAZIONE DA TIFFANY

Recensione colazione da tiffany




Regia di Blake Edwards con Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal, Martin Balsam

Recensione a cura di ele*noir (voto: 7,5)

Questo lungometraggio, firmato Blake Edwards è diventato un cult nella commedia americana come nel mondo della moda.

Holly è un'eccentrica ragazza che vive nella New York degli anni'60, tra mondanità ed eclettismo, alla ricerca di un miliardario "sotto i cinquanta" da sposare. Paul è uno scrittore spiantato e mantenuto dalla sua arredatrice-amante. Queste due anime vagabonde si incontrano nel palazzo in cui tutti e due abitano, e subito tra loro s'instaura un rapporto particolare. Fragilità ed eccentricità, comicità e commozione, tra amore e amicizia. Paul ben presto scoprirà la natura contraddittoria e selvaggia di Holly, ne conoscerà il passato e capirà quella fragilità che la porta ad essere perennemente in bilico tra malinconia e frenesia. Le "paturnie", come lei le chiama, sono sempre in agguato, e l'unica medicina con cui combatterle sembra essere la visita, spesso per colazione, alla gioielleria più famosa di New York e del mondo occidentale: Tiffany. Un'atmosfera che la rincuora e la protegge fino a farla sentire di nuovo bene.
Questa creatura così sfuggente e affascinante troverà alla fine la sua via, riconoscendo di non dover più scappare ma di poter amare, finalmente, senza compromessi e senza finzioni. Una ragazza della provincia che cerca di sentirsi libera e selvaggia, come il suo gatto senza nome, nella Grande Mela, in cui però soffre, fugge e si strugge, si nasconde e alla fine riesce pure ad innamorarsi.

[...]

Leggi la recensione completa del film COLAZIONE DA TIFFANY su filmscoop.it

giovedì 2 aprile 2009

Recensione QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE

Recensione questo piccolo grande amore




Regia di Riccardo Donna con Emanuele Bosi, Mary Petruolo, Andrea Gherpelli, Mariella Valentini, Daniela Giordano

Recensione a cura di peucezia (voto: 5,0)

L'onda travolgente dei filmettini giovanilistici iniziata dai film "mocciani" e passata poi per le varie notti prima degli esami si pennella di revival e sposa l'antico genere del musicarello alla Morandi con soldatini e equivoci amorosi, si aggiunga poi l'album che dette il grande successo a Claudio Baglioni et voilà, nasce il film "Questo piccolo grande amore".

Ambientato nel 1971, il film segue in toto il percorso delle varie tracce dell'album omonimo pubblicato da Baglioni nel 1972. I giovani protagonisti, abbastanza ignoto e vagamente baglioniano lui nelle fattezze, un po' più nota lei (in televisione è stata Santa Chiara e ha lavorato in "Raccontami"), tutti e due carini quanto basta, parlano con le frasi delle canzoni e recitano a tono basso fingendo un grande amore che trasuda melassa a ogni piè sospinto.

[...]

Leggi la recensione completa del film QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE su filmscoop.it