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venerdì 26 febbraio 2016

Recensione LA ISLA MINIMA

Recensione LA ISLA MINIMA




Regia di Alberto Rodriguez con Raúl Arévalo, Javier Gutiérrez, Antonio de la Torre, Nerea Barros, Manolo Solo
Recensione a cura di Carlo Baldacci Carli

Siamo a fine settembre del 1980 in un villaggio andaluso nei pressi delle paludi che il fiume Guadalquivir forma prima di sfociare nell'oceano.
Pedro (Raul Arévalo) e Juan (Javier Gutiérrez) due poliziotti di Madrid, sono inviati per indagare sulla scomparsa di due sorelle.
Presto sono ritrovati i cadaveri nudi e torturati delle due ragazze. I due poliziotti scoprono di essere alle prese con un serial killer che agisce indisturbato da tempo, promettendo alle sue giovani vittime il sogno di una vita migliore lontana da quelle paludi e dallo squallore della vita paesana.

"La Isla Minima" è il settimo lungometraggio diretto dal regista spagnolo Alberto Rodriguez. Si tratta di un thriller minimalista intriso di un profondo pessimismo. L'indagine sul serial killer è poco più che un pretesto per raccontare uno spaccato della vita rurale spagnola subito dopo la fine del Franchismo e l'avvento del nuovo e fragile stato democratico.
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giovedì 18 febbraio 2016

Recensione IL CASO SPOTLIGHT

Recensione IL CASO SPOTLIGHT




Regia di Tom McCarthy con Michael Keaton, Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Stanley Tucci, Liev Schreiber
Recensione a cura di The Gaunt
Recentemente il cinema americano ha ricominciato a prendere confidenza con un genere, se così lo vogliamo chiamare, del cinema di denuncia che si era affievolito nel tempo. Lontani sono i tempi d'oro degli anni settanta, quando pellicole come "I tre giorni del Condor" e "Tutti gli uomini del presidente" avevano suscitato molto clamore, oltre ad un successo commerciale meritato. Queste due pellicole sono solo la punta di un iceberg che registi come lo stesso Pakula, per esempio, hanno portato a livelli di eccellenza assoluta, attraverso un'eredità cinematografica a cui altri cineasti, volenti o nolenti, devono sempre rendere conto.
Un cinema che porta sullo schermo forte tematiche sociali, ma che con l'andare degli anni si è affievolito a vantaggio del documentario. Questo spostamento da una parte non ha avuto conseguenze negative a livello qualitativo, tanto che il documentario stesso negli Stati Uniti riveste un ruolo molto più importante rispetto a quello di casa nostra, per fare un esempio, ma ha pagato molto a livello di pubblico..
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giovedì 28 gennaio 2016

Recensione I BAMBINI DI COLD ROCK

Recensione I BAMBINI DI COLD ROCK




Regia di Pascal Laugier con Jessica Biel, Jodelle Ferland, Stephen McHattie, William B. Davis, Samantha Ferris, Katherine Ramdeen, Kyle Harrison Breitkopf, Jakob Davies, Teach Grant, Alicia
Recensione a cura di Giordano Biagio
Il paese di Cold Rock, negli USA, si trova nella costa nord occidentale del Pacifico, è un piccolo centro abitato minerario destinato a morire. La sua classificazione architettonica e paesaggistica è di impossibile definizione, non ha una struttura stilistica ben precisa, e le case, prevalentemente in legno, raggiunte da strade polverose, sono sparse un po' ovunque.
La vecchia miniera che dava lavoro a molti abitanti, incrementando anche diverse attività commerciali e professionistiche è ormai chiusa da tempo, molte persone sono emigrate, c'è solo un piccolo comando di polizia distaccato e un ambulatorio medico diretto dalla giovane infermiera vedova Julia Danning (Jessica Biel), un centro nato per assistere gli abitanti del luogo nei casi meno urgenti.
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lunedì 18 maggio 2015

Recensione THE STRANGER INSIDE - L'INGANNO

Recensione the stranger inside - l'inganno




Regia di Adam Neutzsky-Wulff con William Baldwin, Estella Warren, Sarah Butler, Katia Winter, Kim Bodnia, Jeffrey Pierce, Claire Ross-Brown, Ole Dupont, Vivienne McKee, Roohullah Rohein Hasani

Recensione a cura di Giordano Biagio

"The stranger within - L'inganno", è un thriller psichiatrico di rilievo, ricco di effetti drammatici ben modulati che sorgono inaspettati da situazioni di intensa familiarità in grado di accenderne a dismisura i toni. Un film con intrecci di notevole plausibilità letteraria che ne innalzano l'interesse.
Questi esiti estetici sono sfumati da alcune forme recitative teatrali che ne accentuano la spettacolarità verbale e l'emotività suscitata dagli sguardi enfatici molto ricercati dei protagonisti, lungo una dimensione inter culturale-onirica delle scene di pregevole fattura analitica visiva.
Questi risultati filmici provengono anche da una sceneggiatura ben imbastita, frutto di una paziente ricerca clinico-psicanalitica, le cui trascrizioni logiche per la narrazione visiva appaiono subito efficacemente trovate, sintetizzate nella forma visiva specifica più idonea al cinema.

"The stranger within" è un ottimo film supportato qua e là, nelle scene chiave, da una interpretazione psichiatrica del disagio, con filosofia annessa, di una certa profondità e coerenza.
Splendide le location del film, girato in Spagna, New York, Copenhagen, da cui scaturiscono immagini preziose per inquadrature e contenuti, selezionate con cura, di grande effetto, simili alla forma nota del meraviglioso, immagini che si assimilano felicemente con la storia creando un contrasto vita-morte che affascina e coinvolgendo le profondità più recondite della psiche dello spettatore là dove accennano a diventare sogno-incubo.

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lunedì 3 novembre 2014

Recensione SUSPENSION OF DISBELIEF

Recensione suspension of disbelief




Regia di Mike Figgis con Sebastian Koch, Lotte Verbeek, Emilia Fox, Lachlan Nieboer, Rebecca Night

Recensione a cura di JackR

Uno sceneggiatore in crisi (Sebastian Koch) viene coinvolto nel misterioso omicidio di una ragazza (Lotte Verbeek), la cui gemella (Lotte Verbeek, ovviamente) si presenta alla sua porta in cerca di aiuto. Tra i due si instaura una relazione, ostacolata dal reciproco sospetto di verità nascoste e segreti pericolosi che piano piano riaffiorano dal passato...

Non basta la trama per raccontare "Suspension of Disbelief", anzi: la semplicità di una classica storia noir è in realtà il contenitore di un curioso esperimento cinematografico e un film che sfugge una definizione precisa. Personaggi ambigui, doppi, misteri irrisolti del passato, tormenti interiori, attrazioni torbide, atmosfere rarefatte e notturne, dialoghi minimali e musica ingombrante (l'incipit di "Everything in its right Place" dei Radiohead è assolutamente incisiva in tal senso nell'allestire l'atmosfera per tutto il film). Ma il noir è solo un espediente: già dal titolo, l'intento di Figgis è quello di mettere alla prova lo spettatore coinvolgendolo in un gioco meta cinematografico: raccontare una storia ed allo stesso tempo svelare i meccanismi del racconto, chiudendo tutto in una serie di scatole cinesi da cui non si riesce ad uscire mai del tutto (c'è un po' di Lynch, anche: il protagonista scrive una sceneggiatura durante il film, che è chiaramente quella del film stesso ).
L'esperimento è interessante: verificare cioè i limiti della sospensione dell'incredulità, il meccanismo per cui un film è in grado di apparire verosimile e suscitare emozioni reali, pur essendo una rappresentazione della realtà palesemente costruita secondo regole e tecniche studiate a tavolino. Gli espedienti utilizzati per far cadere la sospensione dell'incredulità dello spettatore, quasi a sfidarne il coinvolgimento nella storia spezzando l'incantesimo della tensione, sono diversi: dallo split screen (metà schermo mostra la scena di un film girato nel film e l'altra metà il set di tale film) alla sovrimpressione di titoli didascalici che scandiscono le varie parti della storia, al sospetto che tutta la storia sia in effetti un parto mentale di uno dei protagonisti, alle discussioni tra i personaggi riguardo la scrittura di una sceneggiatura. Il protagonista è anche insegnante di scrittura cinematografica e gli inserti in aula, durante la lezione, svelano i meccanismi drammatici mentre la storia si sviluppa.

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martedì 19 novembre 2013

Recensione THE CANYONS

Recensione the canyons




Regia di Paul Schrader con James Deen, Lindsay Lohan, Nolan Gerard Funk, Gus Van Sant, Amanda Brooks, Tenille Houston, Lauren Schacher, Jarod Einsohn, Victor of Aquitaine, Matthew Hoffman

Recensione a cura di Terry Malloy

"The Canyons" è un thriller noir ambientato a Los Angeles che parla dei pericoli sia personali che professionali che derivano dall'ossessione per il sesso e per l'ambizione. La storia ruota attorno alla turbolenta relazione tra Tara (Lindsay Lohan), una giovane aspirante attrice, e Christian (James Deen), un giovane ricco produttore di film. La vicenda si complica quando nella vita di Tara si riaffaccia il suo ex, Ryan (Nolan Funk), in un'escalation di sangue, violenza, paranoia e crudeli giochi mentali.

Questa è la sinossi data dal Catalogo Adler Entertainment, la società di distribuzione del film in Italia, società che presenta "The Canyons" come uno dei suoi cavalli di battaglia, quando probabilmente dovrebbe configurarsi piuttosto il ronzino, il cavallino da traino, l'ultima ruota del carro del suo listino.

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martedì 17 settembre 2013

Recensione THE EXPERIMENT

Recensione the experiment




Regia di Paul Scheuring con Adrien Brody, Forest Whitaker, Cam Gigandet

Recensione a cura di dubitas (voto: 7,0)

Un gruppo di persone decide di rispondere ad un invito su un giornale, riguardo ad un progetto di ricerca. Questo progetto prevede la partecipazione di 20 uomini (10 guardie e 10 prigionieri) ad un esperimento in un carcere.
L'obbiettivo primario è quello di testare le reazioni dei prigionieri e vedere come si comportano di fronte a situazioni difficili, privati dei loro diritti, sottomessi ad un'autorità più alta.
Purtroppo la situazione si deteriora progressivamente in quanto le guardie, colte da un "abuso di potere", decidono di comportarsi non da semplici "guardie", ma da crudeli dittatori. Chi vincerà? Travis (Adrien Brody), l'audace e ribelle prigioniero, oppure lo spietato Bay (Maggie Grace), il represso grassone che si compiace umiliando le sue vittime, spalleggiato a spada tratta dai suoi fedeli?

"The experiment" è il remake americano di un film tedesco "Das Experiment" (2001) diretto da Oliver Hirschbiegel. Il regista Paul Scheuring decide di riportare sugli schermi una storia simile, ma più al passo coi tempi. E' infatti chiaro che il prequel, pur essendo di indubbia bellezza e profondità, risultava un po' obsoleto, se non altro per la sua lunga durata, oltre che semi-sconosciuto. Questo chiaramente non significa che il remake superi in bellezza il prequel, anzi ci troviamo nella rara situazione in cui i due si eguagliano.

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mercoledì 12 giugno 2013

Recensione SOLO DIO PERDONA - ONLY GOD FORGIVES

Recensione solo dio perdona - only god forgives




Regia di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling, Luke Evans, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansringarm, Yaya Ying, Tom Burke, Sahajak Boonthanakit

Recensione a cura di Mimmot

Nicolas Winding Refn, regista danese, icona del popolo cinefilo, non fa mistero di amare un cinema dall'abbagliante impatto visivo, intriso di un alone metafisico, per certi versi più vicino alla cinematografia orientale piuttosto che agli stereotipi di certo cinema hollywoodiano.
Un cinema, il suo, controllato, quasi cerebrale, eppure sempre straordinariamente potente, suggestivo e perturbante, esteticamente affascinante e concettualmente straniante, in cui i toni e le atmosfere notturne e rarefatte vengono estremizzate per piegarle a un racconto più complesso, pieno di sottigliezze e di sfaccettature. Per questo è considerato un regista di culto, capace di creare personaggi estremi, tra violenze disumane e lirici silenzi. Un cineasta in grado di realizzare pellicole considerate di nicchia in tutto il mondo, eppure capaci di vincere premi nei vari festival cinematografici.

"Only God Forgives", il suo ultimo film, anche stavolta con Ryan Gosling come protagonista, non fa eccezione alla regola, ma segna un punto di svolta nella sua carriera professionale. Si tratta di un "revenge movie" con cui il regista danese riprende il suo discorso sul cinema della criminalità e della violenza, che ha caratterizzato un po' tutta la sua cinematografia precedente a cominciare da "Pusher", viste come sole modalità significative del caos; ma sposta il suo sguardo dalla malavita losangelina per rivolgerlo verso quella orientale, dove il surplus di violenza si crede possa essere meglio accettato e forse anche rivestito di significati ascetici e spirituali.

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martedì 11 giugno 2013

Recensione LAKE PLACID

Recensione lake placid




Regia di Steve Miner con Bill Pullman, Bridget Fonda, Oliver Platt, Brendan Gleeson, Bretty White

Recensione a cura di dubitas (voto: 6,5)

Una stravagante banda di prof universitari, paleontologi e poliziotti, si avventura alla ricerca del mostruoso coccodrillo che abita il lago di Maine e che ha appena sbranato un etologo. Inizialmente vengono a scoprire che nel posto abita solo una signora anziana vedova, anche questa figura molto bizzarra, che si scoprirà poi essere allevatrice e amica dell'alligatore, tanto da portargli in pasto parte del suo bestiame.
Intanto l'equipe si cimenta nell'impresa di catturare vivo l'animale, anche a costo di rischiare la propria pelle ed usando i mezzi più strani per attirarlo (una vacca, un elicottero e dei sedativi).

Steve Miner, già regista di due episodi della saga "Venerdì 13", dirige un B-movie con caratteristiche anni 80, mischiando l'elemento horror (splatter) a quello ironico, come aveva già fatto con il film più vecchiotto "Chi è sepolto in quella casa?". Il soggetto a cui attinge però non è nuovo, anzi "Lake placid" si inserisce in un lunga catena di "beast movie", che conosce il suo inizio proprio negli anni 80, con il film "Alligator" di Tom Lewis. Non si può poi negare che Miner si rifà a pellicole recenti come "Anaconda" (1997), altro thriller ben confezionato del regista Luis Llosa. Da notare infine che l'idea di Steve Miner costituisce la base, l'incipit di una saga composta da quattro capitoli, tutti diretti da registi diversi e che la moda del "coccodrillo freak" si diffonde proprio sulla "scia" del suo successo, con film quali "Supercroc" e "Crocodile".

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giovedì 30 maggio 2013

Recensione LE BELVE

Recensione le belve




Regia di Oliver Stone con Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Salma Hayek, Emile Hirsch, Benicio Del Toro, Taylor Kitsch, Joel David Moore, Mia Maestro, Demian Bichir, Sandra Echeverría, Trevor Donovan, Schae Harrison

Recensione a cura di atticus (voto: 6,0)

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia e non sa quello che trova.
Dopo una serie di esiti tutt'altro che lusinghieri in termini artistici e commerciali (come dimenticare il fallimentare kolossal storico/edipico "Alexander" o, peggio, la retorica a stelle e strisce di "World Trade Center" e "Wall Street 2"?), il bad guy Oliver Stone torna all'ovile del secondo amore (il primo resta il cinema di denuncia): il pulp movie senza regole, pudore e ritegno con cui scandalizzò l'opinione pubblica ormai anni orsono.

In una paradisiaca località della California meridionale, la bella O (per Ophelia, una languida Blake Lively) ama contemporaneamente il focoso Chon (Taylor Kitsch) e il sensibile Ben (Aaron Johnson); tutti insieme sono a capo di un traffico spropositato di marijuana che li porterà a scontrarsi con la potentissima Reina Elena (Salma Hayek), con spietato sicario al seguito (Benicio Del Toro), padrona del commercio di droga dell'intero Messico. Quando O viene rapita, i suoi uomini faranno di tutto pur di ricomporre l'appassionato triangolo.

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martedì 30 aprile 2013

Recensione NELLA CASA

Recensione nella casa


Regia di François Ozon con Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Menochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau, Catherine Davenier, Vincent Schmitt, Jacques Bosc, Diana Stewart

Recensione a cura di BarbieXanax

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martedì 23 aprile 2013

Recensione EFFETTI COLLATERALI

Recensione effetti collaterali




Regia di Steven Soderbergh con Rooney Mara, Jude Law, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum, Vinessa Shaw, David Costabile, James Martinez, Polly Draper, Ashlie Atkinson, Andrea Bogart

Recensione a cura di JackR

Martin (Channing Tatum) ha appena terminato di scontare la condanna per insider trading che ha bruscamente interrotto la sua carriera. La moglie Emily (Rooney Mara) lo attende a casa, ma trovare un equilibrio non è semplice: lo spettro della depressione si affaccia nella vita della ragazza, che dopo un incidente si affida alle cure del dottor Banks (Jude Law). Gli psicofarmaci prescritti ad Emily non hanno l'effetto voluto e il dottor Banks decide di passare all'Ablixa, un farmaco appena immesso sul mercato, su suggerimento della dottoressa Siebert (Catherine Zeta-Jones), che aveva già avuto Emily in cura al tempo dell'arresto di Martin. Gli effetti collaterali dell'Ablixa sono devastanti per Emily e Martin, e quando anche la reputazione del dottor Banks viene messa in discussione, questi decide di vederci chiaro ed indagare a fondo nella faccenda.

Un film ogni anno (almeno): come Woody Allen. L'infaticabile Steven Soderbergh ritorna dopo il successo di "Magic Mike" (e si porta dietro Channing Tatum) con "Effetti collaterali" ("Side Effects" in originale). Rooney Mara, Catherine Zeta-Jones e Jude Law completano il cast dei protagonisti di un film insolito e riuscito del regista di "Traffic" e "Ocean's Eleven".
Uno degli elementi più interessanti di "Effetti collaterali" è la sua lenta metamorfosi: nel corso del film si intrecciano diversi generi, almeno due storie e diverse tematiche. E' quasi consigliabile sospendere la lettura qui, se non si è visto il film. Come sempre con Soderbergh, una certa distanza emotiva dai personaggi consente di godere della visione del film quanto della sua forma. L'equilibrio raggiunto tra questi due aspetti da "Effetti collaterali" rende un pregio questo caratteristico modo di girare (non sempre, infatti, tale "freddezza" ha giovato in passato). E' proprio la raffinatezza con cui Soderbergh costruisce e decostruisce la sua opera a destare maggior sorpresa e per questo proseguire la lettura potrebbe rovinare in parte la visione del film.

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mercoledì 13 marzo 2013

Recensione DEAD MAN DOWN - IL SAPORE DELLA VENDETTA

Recensione dead man down - il sapore della vendetta




Regia di Niels Arden Oplev con Noomi Rapace, Colin Farrell, Dominic Cooper, Terrence Howard, Armand Assante, Isabelle Huppert, Raw Leiba, James Biberi, Jennifer Butler, Michael McKiddy, Robert Bizik, John Cenatiempo

Recensione a cura di Paola Gianderico

"La vita è ciò che ti capita mentre sei impegnato in altri progetti."

Con queste parole che fanno da eco ad un John Lennon previo accoppamento, si apre l'incipit di "Dead Man Down - Il sapore della vendetta", nuova prova del regista danese Niels Arden Oplev.
In stand-by dalla trasposizione del best-seller "Uomini che odiano le donne", disponendo di un budget di tutt'altro livello, alla chiamata di Hollywood Oplev risponde con un thriller dolceamaro, che dagli iniziali toni cupi via via si schiarisce nella luce del riscatto e della redenzione personale.

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