lunedì 28 marzo 2011

Recensione NON LASCIARMI

Recensione non lasciarmi




Regia di Mark Romanek con Keira Knightley, Carey Mulligan, Andrew Garfield, Charlotte Rampling

Recensione a cura di JackR

Tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, "Non Lasciarmi" ("Never Let Me Go") narra la storia di Katie (Carey Mulligan), Tommy (Andrew Garfield) e Ruth (Keira Knightley), attraverso i ricordi di Katie.
Nel 1952 una scoperta medica cambiò per sempre la storia dell'umanità. Nel 1978 Katie, Tommy e Ruth sono alunni dell'esclusivo istituto inglese di Hailsham: il loro destino, lo scopo della loro esistenza, è quello di diventare donatori di organi. La loro vita si completerà in giovane età attraverso un ciclo di donazioni alle quali non sopravviveranno. Dopo Hailsham, Katie, Ruth e Tommy vengono trasferiti in una struttura diversa, in attesa che i loro cicli comincino. La storia tra Ruth e Tommy spinge Katie, da sempre innamorata di Tommy, ad intraprendere il percorso per diventare assistente dei donatori in fin di vita e ad allontanarsi dai due amici di infanzia. Anni dopo, Katie ritroverà Ruth in attesa della terza e ultima donazione...

"Non Lasciarmi" è un film più complesso di quel che sembra. A prima vista, potrebbe apparire come un melodramma su di un triangolo sentimentale. Senza dubbio è un film incentrato sui personaggi: per quasi tutto il film in scena ci sono i tre protagonisti, il mondo esterno è assente, almeno fisicamente. Le dinamiche tra i personaggi principali però contengono tutte le drammatiche domande che il film non pone, ma sussurra all'orecchio dello spettatore. Si può sentire più forte il dilemma etico di quello esistenziale, a seconda della propria sensibilità; questo è senza dubbio il punto forte del film, che appartiene al genere della fantascienza e che può essere paragonato - per toni e temi trattati - a "Moon" di Duncan Jones. Un approccio cinematografico minimalista oggi è la chiave per tornare ai temi veri della fantascienza: l'uomo e i suoi limiti, il senso della vita umana.

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Recensione I CRIMINALI DELLA GALASSIA

Recensione i criminali della galassia




Regia di Antonio Margheriti con Tony Russel, Lisa Gastoni, Massimo Serato, Franco Nero, Carlo Giustini

Recensione a cura di Giordano Biagio

Il racconto del film si svolge in un'epoca futura di data incerta, anche se, secondo alcune attendibili critiche cinematografiche apparse su Internet, sembrerebbe trattarsi del 2015.
Gli accadimenti narrativi si srotolano quindi in tre luoghi principali: la Terra, il pianetino Delphos, appartenente probabilmente ad un'altra galassia, e l'astronave Gamma 1 che segna il confine delle conquiste spaziali avvenute nell'epoca del racconto.

Delphos è stata colonizzata dai terrestri che ne hanno fatto una città tecnologicamente all'avanguardia dotata di un grosso laboratorio sperimentale biogenetico diretto dallo scienziato Nurmi (Massimo Serrato), che alterna a pratiche di trapianti di organi, eseguiti anche su Gamma 1, esperimenti molto più complicati e audaci miranti al rimpicciolimento miniaturizzato delle persone e alla creazione di un essere perfetto che scaturisce dalla fusione di un uomo intelligente con una donna soprattutto fisicamente bella.

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venerdì 25 marzo 2011

Recensione TOURNEE

Recensione tournee




Regia di Mathieu Amalric con Mathieu Amalric, Anne Benoit, Antoine Gouy, Aurélia Petit, André S. Labarthe, Pierre Grimblat, Damien Odoul, Laurent Roth

Recensione a cura di foxycleo (voto: 7,0)

"The hunted look, the haunted grace
The empty laugh that you cultivate
You fall into that false embrace
and kiss the air about her face
Who do you think you are?
" (Elvis Costello)

Scrivendo di "Turnèe" occorre fare una piccola premessa sul "Burlesque". Questa è un'arte che nasce in Inghilterra verso la fine dell'Ottocento, per poi essere esportata con successo negli Stati Uniti; è uno spettacolo parodistico come rivela l'etimologia stessa della parola che richiama il termine "burla".
Negli anni Novanta del secolo scorso nasce una nuova corrente di questa tipologia di rappresentazione definita come "New-Burlesque", una rivisitazione attuale di spettacolo, che coniuga seduzione e ironia; un nome tra tutti che ha portato al successo questo genere, genere che negli ultimi anni ha rivissuto un periodo d'oro, è quello di Dita Von Teese famosa per la sua performance all'interno della coppa Martini.

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giovedì 24 marzo 2011

Recensione I RAGAZZI STANNO BENE

Recensione i ragazzi stanno bene




Regia di Lisa Cholodenko con Julianne Moore, Annette Bening, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska, Josh Hutcherson, Kunal Sharma, Eddie Hassell, Zosia Mamet, Yaya DaCosta, Joaquin Garrido, Rebecca Lawrence, Lisa Eisner, Eric Eisner

Recensione a cura di fidelio.78 (voto: 7,0)

Gradevolmente astuto.

Nel suo quarto lungometraggio la regista e sceneggiatrice Lisa Cholodenko mette molto delle sue esperienze personali poiché anche lei ha avuto, tramite l'inseminazione artificiale, un figlio che cresce con la sua compagna.

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mercoledì 23 marzo 2011

Recensione AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO

Recensione amici miei - come tutto ebbe inizio




Regia di Neri Parenti con Michele Placido, Giorgio Panariello, Barbara Enrichi, Paolo Hendel, Massimo Ghini, Pamela Villoresi, Christian De Sica, Alessandra Acciai, Massimo Ceccherini, Chiara Francini, Alessandro Benvenuti

Recensione a cura di Jellybelly (voto: 1,0)

Nel 1975 usciva nelle sale "Amici miei", diretto da Mario Monicelli dopo la scomparsa di Pietro Germi, che ne aveva ideato il soggetto. Il film narrava le bravate (cosiddette "zingarate") di un gruppo di amici di mezza età, che prendevano la vita con leggerezza anche per esorcizzare le proprie disillusioni: il conte Mascetti (Ugo Tognazzi) è un nobile decaduto e dimesso, che vive in uno scantinato con una moglie ed una figlia con cui non ha alcun rapporto; il Perozzi (Philippe Noiret, doppiato da Renzo Montagnani) è un giornalista disprezzato da una moglie e da un figlio privi di senso dell'ironia; il Melandri (Gastone Moschin) è un architetto dall'animo romantico, perennemente in cerca di una donna da idealizzare; il Necchi (Duilio Del Prete, sostituito nel secondo e nel terzo episodio da Renzo Montagnani) gestisce un bar che funge da ritrovo per gli amici. A loro si aggiungerà in un secondo momento il Sassaroli (Adolfo Celi), medico primario vittima della noia. Il film ebbe un successo imprevisto ed imprevedibile, consegnando "Amici miei" alla storia del cinema e le sue gag più famose all'immortalità: la "supercazzola" del Mascetti (ovvero un discorso nonsense volto a confondere l'interlocutore); gli schiaffi alle persone affacciate ai finestrini dei treni in partenza (già "omaggiata" da Neri Parenti nel suo "Fantozzi alla riscossa" e dai Vanzina in "A spasso nel tempo"); il funerale finale, con l'ultima beffa ai danni del povero Bernard Blier, vittima abituale delle zingarate dei cinque amici.

Il successo del film portò a due seguiti aventi la stessa struttura del primo film: "Amici miei atto II", diretto ancora da Monicelli e di discreto valore (indimenticabile la gag del Coro dei Cinque Madrigalisti Moderni) ed il mediocre "Amici miei atto III", diretto da Nanni Loy.

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martedì 22 marzo 2011

Recensione PIRANHA 3D

Recensione piranha 3d




Regia di Alexandre Aja con Elisabeth Shue, Adam Scott, Christopher Lloyd, Richard Dreyfuss, Dina Meyer, Jerry O'Connell, Ving Rhames, Jessica Szohr, Kelly Brook, Brooklynn Proulx, Riley Steele

Recensione a cura di pompiere (voto: 7,0)

Richard Dreyfuss va a pesca. E' vestito come in "Lo squalo": berrettino nero tirato indietro, a scoprire la fronte calva. Questa volta non troverà sui suoi flutti il carnivoro acquatico più terrorizzante e rappresentato del grande schermo. Il predatore bianco è infatti sostituito da una frotta di voracissimi piranha, moltiplicatisi in un lago a una velocità superiore a quella dei Gremlins, richiamati in vita da un terremoto che pare ridestarli dalle profondità dell'inferno, e provenienti da una catena vulcanica sommersa risalente al periodo del mesolitico (sì, lo sappiamo, potrebbe non essere attendibile ma dovete crederci).
L'area in questione si trova in Arizona, e nel film viene battezzata come Lago Victoria. Un bacino con questo nome in realtà non esiste, tuttavia sono vere le bambole (gonfiabili e gonfiate) in bikini succinti, le barche, i canotti e le motorette che vi si trovano, allegramente riuniti per festeggiare una specie di primavera, nella tre giorni godereccia del cosiddetto Spring Break.

Accanto alla moltitudine di giovani universitari che confluiscono sulle rive, tra i quali ne spicca uno a metà tra il secchione sfigato e il cocco di mamma, l'unico vestito con una camicia a maniche lunghe, si trovano nomi cinematografici più o meno di rilievo come Elisabeth Shue (quella di "Cocktail", "Via da Las Vegas" e "Mysterious skin"), Ricardo Antonio Chavira, il Carlos delle "Casalinghe disperate", Christopher Lloyd di "Ritorno al futuro" che rifà anche qui un dottore/ scienziato o, meglio, un biologo marino, che per l'occasione ritorna al passato di circa 2.000.000 di anni, e alcune donzelle di veri film pornografici delle quali non conosciamo il nome (e anche in questo caso dovete crederci).

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lunedì 21 marzo 2011

Recensione GANGOR

Recensione gangor




Regia di Italo Spinelli con Adil Hussain, Samrat Chakrabarti, Priyanka Bose, Seema Rehmani, Tillotama Shome

Recensione a cura di Mimmot

In molte zone impervie dell'India (e più in generale di tutto il subcontinente indiano e del sud-est asiatico) vivono ancora numerose tribù di antiche etnie (tribali), ultimi custodi di una tradizione millenaria.
Lo stile di vita di queste popolazioni si scontra con la modernità che avanza, con il consumismo che pervade le metropoli asiatiche e con un Governo spesso indifferente e intollerante, che dimentica facilmente gli oltre 90 milioni di tribali che ancora vivono nel centro della giungla del centro India.
La scrittrice Mahasweta Devi da anni dedica la sua attività a favore di quelle popolazioni, che non godono di alcun diritto civile, che neppure sanno di avere.
Dal suo racconto "Dietro il corsetto", contenuto nella raccolta "La trilogia del seno", il regista e documentarista Italo Spinelli, innamorato di questa terra e della sua cultura, ha tratto la sceneggiatura di "Gangor", un lungometraggio che oscilla tra fiction e documentario, per parlarci della condizione di sottomissione e della mancanza di diritti in cui si trova ancora oggi la popolazione femminile delle classi tribali in India (problema comune e purtroppo ancora attuale a quello di moltissimi altri paesi del mondo), ma anche per raccontarci del coraggio di quelle donne nella ricerca del loro riscatto e della loro emancipazione.

Siamo in un piccolo villaggio rurale nel distretto di Parulia del Bengala Occidentale, la cui popolazione vive ancora in regime tribale e in condizioni di estrema arretratezza sociale, culturale ed economica, toccata solo marginalmente dall'evoluzione del progresso e dalla diffusione dell'istruzione.
In questi luoghi arriva Upin, noto fotoreporter di un giornale di Calcutta, per realizzare, per conto del suo giornale, un servizio fotografico sulla condizione delle donne delle comunità tribali e sugli abusi e le vessazioni secolari cui vengono sottoposte dai maschi di quelle tribù.

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