venerdì 7 ottobre 2011

Recensione SHUTTER

Recensione shutter




Regia di Banjong Pisanthanakun con Ananda Everingham, Natthaweeranuch Thongmee, Achita Sikamana, Unnop Chanpaibool, Chachchaya Chalemphol, Samruay Jaratjaroonpong, Abhijati 'Meuk' Jusakul, Binn Kitchacho

Recensione a cura di pompiere (voto: 4,5)

"Shutter" (da oggi ribattezzabile "Sciatter", all'italiana, per sottolinearne la trasandatezza di contenuti) è una storia di fantasmi, proveniente dalla Thailandia. Approcciare il genere horror con un'ennesima vicenda che racconta di spettri non è di per sé facile: lo spettatore ormai smaliziato da un'infinita lista di visioni, più o meno fantastiche, sull'argomento ha consolidato le abilità previsionali, per cui è necessario sorprenderlo, spiazzarlo con qualcosa di nuovo. Il paese di produzione e i registi sembravano promettere bene: da quelle parti c'è una cultura di genere giusta che va dalla capacità di mettere in scena la vendetta così come il terrore, l'eleganza dell'immagine unita alle visioni mostruose.

Eppure... le speranze di assistere a qualcosa di originale e spaventoso vengono disattese quasi subito. Si parte da sequenze di vita comune intervallate da altre fatte di ombre misteriose che lasciano impronte sulle foto. Si prosegue con sogni premonitori (brutta bestia quando ci sarebbe la necessità di non anticipare troppo gli elementi della storia), con analisi mediche approssimative (che neanche il mio dottore personale riuscirebbe a osteggiare), riprese di flash al buio e attività di ricerca sugli spiriti e il loro perseguitare i vivi. L'attitudine sembrerebbe puntare su di una storia leggermente "ostica": prendere le distanze dal gore e dall'azione per avere miglior fortuna con le sottigliezze psicologiche (quello che avremmo desiderato!).

[...]

Leggi la recensione completa del film SHUTTER su filmscoop.it

giovedì 6 ottobre 2011

Recensione DRIVE (2011)

Recensione drive (2011)




Regia di Nicolas Winding Refn con Ron Perlman, Ryan Gosling, Christina Hendricks, Carey Mulligan, Oscar Isaac, Bryan Cranston, Albert Brook, Tina Huang, Joe Pingue, Cesar Garcia, Tiara Parker, James Biberi, Jeff Wolfe, Christian Cage

Recensione a cura di pompiere (voto: 6,0)

Un giovane senza nome si interessa al basket NBA. E non per ragioni sportive. Lo Staples Center di Los Angeles, città con oltre 100.000 strade, è un ottimo rifugio per confondersi con i tifosi all'uscita della partita e per sfuggire agli inseguimenti della polizia.
Il mestiere scelto dal trentenne dalla faccia pulita è piuttosto complicato: un driver, ovvero una specie di taxista in appoggio a rapinatori che da soli non saprebbero come fuggire col bottino, e allora richiedono le sue prestazioni. Anonime (perché usare tutte le volte un cellulare differente quando il lavoro sporco lo si fa senza coprirsi il volto?), silenziose (il Nostro non parla mai), chirurgiche (cinque minuti esatti è il tempo concesso per l'attesa in auto, prima della sgommata di congedo).

Lo chauffeur compassato (che per comodità di scrittura chiameremo Ryan, come l'attore che lo interpreta) non appartiene a nessuno. Il volto rasato al culmine del disincanto lo pone, socialmente accettabile, come meccanico in un'autofficina, alle dipendenze dello sciancato Shannon (Bryan Cranston), una sorta di padre putativo pronto a difendere Ryan e a sostenerlo con i mezzi che ha a disposizione.
Le auto permettono piccoli lavori di arrotondamento, come lo stuntman nelle più pericolose scene di inseguimento dei film, o il pilota nelle corse da competizione.

[...]

Leggi la recensione completa del film DRIVE (2011) su filmscoop.it

mercoledì 5 ottobre 2011

Recensione SE SEI COSI', TI DICO SI'

Recensione se sei cosi', ti dico si'




Regia di Eugenio Cappuccio con Emilio Solfrizzi, Belen Rodriguez, Iaia Forte, Fabrizio Buompastore, Totò Onnis, Gaetano D'Amore, Salvatore Marino, Roberto De Francesco, Gianni Colajemma, Pinuccio Sinisi, Manuela Morabito, Francesca Faiella, Vito Cassano, Lucia Lanzolla, Vincenzo Grassi

Recensione a cura di peucezia

Eugenio Cappuccio, dopo aver trattato garbatamente e causticamente del mondo dei tagliatori di teste con "Volevo solo dormirti addosso", torna a dirigere una pellicola dal titolo lungo e di non immediata comprensione, occupandosi del mondo dello show-biz nei suoi aspetti meno dorati.

Protagonista della storia è il personaggio di Piero Cicala (Emilio Solfrizzi), che ha cantato una sola estate (nomen omen) e ora dopo trent'anni è disilluso, stanco e intristito dall'incipiente vecchiaia e dalla non felice condizione economica.

[...]

Leggi la recensione completa del film SE SEI COSI', TI DICO SI' su filmscoop.it

martedì 4 ottobre 2011

Recensione TERRAFERMA

Recensione terraferma




Regia di Emanuele Crialese con Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Mimmo Cuticchio, Martina Codecasa, Filippo Pucillo, Filippo Scarafia, Pierpaolo Spollon, Tiziana Lodato, Claudio Santamaria

Recensione a cura di kowalsky (voto: 6,5)

"Un dramma simbolico, sul conflitto tra turismo e immigrazione, osservato attraverso il prisma delle mutazioni antropologiche" (E. Crialese)

Per essere una dichiarazione d'intenti suona piuttosto pretenziosa, in un film tanto esposto alla semplificazione lirica delle immagini. Esiste, lo sappiamo, un confine discosto tra i diritti umani universali e il bisogno di rivendicare un senso d'appartenenza, con la duplice minaccia dello "straniero" che reclama rifugio e costringe a rivalutare la nostra coscienza.

[...]

Leggi la recensione completa del film TERRAFERMA su filmscoop.it

Recensione SE MI LASCI TI CANCELLO

Recensione se mi lasci ti cancello




Regia di Michel Gondry con Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Mark Ruffalo, David Cross

Recensione a cura di Terry Malloy (voto: 9,0)

«Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.
»

Il filosofo francese Michel de Montaigne scriveva che l'essere smemorati non è affatto un valore. O meglio, non lo è per chi ha a che fare con chi ne è esempio vivente. Chi dimentica, chi è senza memoria non può vivere con gli altri, da questi anzi viene disprezzato. E la ragione è semplice, basta prendere qualche esempio della vita quotidiana: un caffè con un amico, un appuntamento importante di lavoro, il cinema con una ragazza di cui si è visibilmente interessati, andare a prendere i figli a scuola. Chi non rispetta questi impegni per banale smemoratezza non ha un posto nel mondo, non ha un posto in mezzo agli altri. Ma di chi è colpa? Dello smemorato? Perché siamo letteralmente frustrati dalla debolezza mentale di chi è già abbastanza vessato dal suo male facendogliene una colpa, mortificandolo? E perché allora Alexander Pope nel 1717 scrisse quelle bellissime, quanto controverse parole nella poesia "Eloise to Abelard"?

[...]

Leggi la recensione completa del film SE MI LASCI TI CANCELLO su filmscoop.it

lunedì 3 ottobre 2011

Recensione NIENTE DA DICHIARARE?

Recensione niente da dichiarare?




Regia di Dany Boon con Benoît Poelvoorde, Dany Boon, Julie Bernard, Karin Viard, Bouli Lanners, Olivier Gourmet, Michel Vuillermoz, Christel Pedrinelli, Joachim Ledeganck

Recensione a cura di pompiere (voto: 6,0)

Il primo Gennaio del 1993 furono cancellate le linee di demarcazione dei confini di molti paesi europei, generando il cosiddetto Mercato Comune. L'annuncio, anticipato sette anni prima, previde la chiusura di tutte le dogane, e mise in crisi gli orgogliosi mestieranti di un paesino di confine tra Francia e Belgio: la cittadina di Courquain (in francese), Koorkin (in belga). "Rien à déclarer" esordisce così, socialmente e politicamente in orbita e descrivendo i giorni immediatamente precedenti l'entrata in vigore dei testi legislativi. Esitando su intere attività cessate, locali da vendere e strade deserte.

Una "Terra di Nessuno" che staziona ai confini della realtà, con i doganieri spaesati, tra coloro che continuano imperterriti a far valere le regole daziarie fino alle ultime ore disponibili e altri che improvviserebbero scioperi per bloccare una legge comunque troppo lontana dai loro effettivi poteri. Nel frattempo c'è qualcuno che ha pensato bene di cogliere il momento e tramare col contrabbando di droga alla frontiera. Sulla situazione fa buona sorveglianza il rigido Ruben Vandevoorde (Benoît Poelvoorde), ossessionato oltremodo dai francesi "mangialumache", e il romantico naif Mathias Ducatel (Dany Boon), costretto a una battaglia di oltraggi reciproci con il collega musone.

[...]

Leggi la recensione completa del film NIENTE DA DICHIARARE? su filmscoop.it

Recensione LUTHER

Recensione luther




Regia di Eric Till con Joseph Fiennes, Sir Peter Ustinov, Alfred Molina, Bruno Ganz, Claire Cox, Jonathan Firth

Recensione a cura di foxycleo (voto: 6,5)

Eric Till è un regista britannico, classe 1929, che ha diviso la propria professione tra televisione e cinema. Per la prima ha diretto numerosi film ed episodi di serie come "True Crime" e "Le strade di San Francisco"; per il cinema nel 2003 gira "Luther", un film storico che ha il merito di far conoscere a un ampio pubblico la vicenda di un personaggio storico di monumentale importanza.

Martin Lutero, nato nel 1483 a Eisleben (Turingia), paese dominato da una fede di stampo ancora medievale, nel 1501 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Erfurt, quindi improvvisamente nel 1505 decide di farsi monaco. Come si evince anche dal film, prosegue negli studi e nel 1513 assume l'insegnamento teologico a Wittenberg (Sassonia). Egli inizia a predicare due principi che diventeranno fondamentali della propria dottrina (ispirati dalla "Lettera ai Romani" dell'apostolo Paolo): sola scriptura e sola fide: "un semplice laico armato della Bibbia deve essere creduto più del papa o del concilio che ne siano privi".
Lutero (interpretato da Joseph Fiennes) arrivò ad affermare il sacerdozio universale dei laici per negare, in maniera ferma, il ruolo della Chiesa come ente scisso dalla società degli uomini. Martin Lutero si sposerà con un ex-monaca senza smettere di predicare il proprio pensiero, fatto che Till rileva proprio nella parte finale del film.

[...]

Leggi la recensione completa del film LUTHER su filmscoop.it