lunedì 17 ottobre 2011

Recensione CARNAGE (2011)

Recensione carnage (2011)




Regia di Roman Polanski con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly

Recensione a cura di ferro84 (voto: 8,0)

In una società dove le sovrastrutture diventano l'unico elemento che conta, dove i rapporti umani altro non sono che una serie di convenzioni sociali, anche una piccola discussione tra genitori può diventare un'occasione per mettere a nudo la vera essenza dell'animo umano.

"Carnage" è la denuncia verso una società che forgia i suoi componenti secondo regole predefinite, nella paranoia del "politically correct" e del conformismo esasperante.
Ma che cosa accade quando improvvisamente cadono queste barriere? Ce lo prova a raccontare Roman Polanski in questo film intenso, semplice e tremendamente crudo.

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venerdì 14 ottobre 2011

Recensione GORGO

Recensione gorgo




Regia di Eugene Lourié con Bill Travers, William Sylvester, Vincent Winter

Recensione a cura di Giordano Biagio

Anni '50, Joe (Bill Travers) e Sam (William Sylvester), a bordo del battello Triton, sono a caccia di tesori sottomarini nei pressi dell'isola di Nara nel nord dell'Irlanda. Dopo l'individuazione nei fondali di un vecchio battello carico di preziosi, l'equipaggio assiste allibito alla formazione di un vulcano sottomarino che emerge velocemente in superficie con esplosive eruzioni. Il rigonfiamento dei fondali forma uno tsunami di tale altezza da mettere in seria difficoltà la stabilità della nave.

Costretti a rimanere nell'isola di Nara giusto il tempo per riparare l'elica e fare rifornimenti d'acqua, Joe e Sam sono testimoni di alcuni tragici episodi. Due sommozzatori vengono trovati morti, e in paese si dice che uno sia deceduto per aver visto qualcosa di spaventoso, l'altro perché attaccato da uno squalo. Una barca di pescatori esce in mare nella speranza di capire qualcosa di più sulle strane morti ma all'improvviso viene attaccata da una gigantesca creatura somigliante a un Iguanodon, un dinosauro realmente esistito; il mostro con la sua furia uccide un componente dell'equipaggio e getta nello sgomento gli altri.

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mercoledì 12 ottobre 2011

Recensione SUPER

Recensione super




Regia di James Gunn con Rainn Wilson, Liv Tyler, Ellen Page, Kevin Bacon, Gregg Henry, Michael Rooker, Andre Royo, Sean Gunn, Stephen Blackehart, Linda Cardellini, Nathan Fillion, Edrick Browne

Recensione a cura di JackR

Frank (Rainn Wilson), cuoco di una tavola calda, conduce un'esistenza illuminata solo dalla bellissima moglie Sarah (Liv Tyler), ex tossicodipendente che ha trovato con lui un momento di stabilità in una vita turbolenta.
Quando Sarah lo abbandona per Jacques, un fascinoso spacciatore (Kevin Bacon) che la fa tornare nel tunnel nella tossicodipendenza, Frank, incoraggiato da visioni mistiche, decide di porre fine ai torti del crimine nei panni di Saetta Purpurea, vigilante mascherato e armato solo di una pesante chiave inglese.
Ben presto le cose si mettono molto male per Frank, che si ritrova inseguito dalla polizia e dagli uomini di Jacques, tutti perfettamente al corrente di una identità segreta non difficile da indovinare. In aiuto di Frank arriva Libby (Ellen Page), che decide di diventare la Saettina, nella miglior tradizione delle giovani spalle degli eroi dei fumetti.
Insieme a Libby, decisamente meno ispirata eticamente, Frank, stavolta armato fino ai denti, progetta un definitivo, disperato assalto alla tenuta di Jacques, per salvare  Sarah.

Dal trailer, la storia del supereroe maldestro e senza poteri che si fa rubare la scena dalla spalla femminile potrebbe ricordare un po' quella di "Kick-Ass". Niente di più sbagliato. "Kick-Ass" è un "meta cine-comic", ma essenzialmente un film di supereroi, che ben presto lascia il suo apparente realismo per tornare nel mondo dei fumetti, distante da Spider-Man solo un morso di ragno.
"Super" è un'altra storia. "Super" è la tragedia di un uomo senza qualità e senza fortuna, la cui disperata reazione all'abbandono della moglie assume i toni di una farsa mascherata destinata a finire male sin dal primo momento.
E' evidente l'ironia insita nel titolo del film. Frank, di superiore alla media, non ha nulla, anzi.
Se le prime disavventure della Saetta Purpurea ricordano da vicino quelle di "Kick-Ass", e sono decisamente comiche, la storia prende una piega inaspettatamente cupa quando entra in scena Libby, che trascina il mite Frank dall'orlo della crisi di nervi ad alzare definitivamente ed incoscientemente il livello dello scontro con la banda di Jacques.
La complementarietà dei due personaggi e l'evidente tensione erotica che Libby tenta di... allentare e Frank di frustrare regala alcuni dei momenti più leggeri e riusciti del film, prima di un doppio colpo di scena finale decisamente inaspettato, ma in fondo giusto.

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martedì 11 ottobre 2011

Recensione LA PELLE CHE ABITO

Recensione la pelle che abito




Regia di Pedro Almodovar con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Blanca Suárez, Eduard Fernández, Fernando Cayo, José Luis Gomez, Jan Cornet, Bárbara Lennie, Isabel Blanco

Recensione a cura di Carlo Baldacci Carli (voto: 6,0)

"Noi interveniamo su quanto ci circonda!
La carne, gli abiti, i vegetali, la frutta... su tutto!
"

Robert Ledgard (Antonio Banderas) è un rinomato chirurgo plastico che da alcuni anni, a causa delle tragedie familiari che si sono abbattute su di lui e che continuano a tormentarlo, ha abbandonato la sala operatoria per dedicarsi al campo della ricerca scientifica. Il suo scopo principale sembra essere quello di creare una pelle transgenica capace di resistere agli attacchi provenienti dal mondo esterno in maniera migliore e più efficiente rispetto alla pelle umana. In particolare Ledgard, che dopo una conferenza racconta come sua moglie sia morta carbonizzata in seguito a un incidente stradale, desidera creare una pelle capace di resistere alle alte temperature in modo da restituire un tessuto cutaneo agli ustionati e prevenire il ripetersi del danno.
Fin da subito risulta evidente che i metodi adottati dal chirurgo vanno ben al di là dei limiti imposti dalla bioetica.

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Recensione CONSPIRATORS OF PLEASURE

Recensione conspirators of pleasure




Regia di Jan Svankmajer con Petr Meissel, Gabriela Wilhelmová, Barbora Hrzánová

Recensione a cura di Compagneros (voto: 9,5)

"Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza... quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio."
Anthony Lane - "The New Yorker"

Jan Švankmajer è un regista ceco con quasi cinquant'anni di carriera alle spalle. In Italia, nonostante una sua recente partecipazione al Festival di Venezia, è praticamente sconosciuto perché i suoi lavori non sono distribuiti in alcun modo.
"Spiklenci Slasti" è un film del 1996 ed è il suo terzo lungometraggio. Il titolo, difficile da pronunciare, dice poco, meglio quello internazionale: "Conspirators of pleasure".
Tema fondamentale è il piacere, il piacere sensuale che si raggiunge con pratiche non convenzionali. Il film è muto, o meglio, è privo di dialoghi. C'è spesso della musica in sottofondo e si possono sentire tutti i rumori degli oggetti, caratteristica tipica dei lavori di Švankmajer.

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lunedì 10 ottobre 2011

Recensione INFERNO NELLA STRATOSFERA

Recensione inferno nella stratosfera




Regia di Ishiro Honda con Minoru Tekada, Horeya Senda, Elisa Richter, Ryo Ikebe, Kyoko Anzai, Minoru Takada, Koreya Senda, Len Stranford, Harold S. Conway, Elsie Richter, Hisaya Itoh, Yoshio Tsuchiya, Kozo Nomura

Recensione a cura di Giordano Biagio

Nel 1965 una gigantesca stazione spaziale, orbitante intorno alla Terra, diventa facile bersaglio da parte di alcuni dischi volanti guidati da extraterrestri molto ostili, provenienti dallo sconosciuto pianeta Natal. La lotta è impari, la distruzione dell'astronave terrestre è scontata ed è simultaneamente accompagnata sulla terra da strani fenomeni naturalistici, nonché da eventi di tipo psicologico che chiamano in causa alcune persone.

Alcuni raggi-segnale provenienti dallo spazio agiscono misteriosamente in parecchi punti critici dei vari territori delle nazioni. Essi sembrano avere due funzioni precise, coordinate da un punto indefinito dello spazio: da una parte i raggi annullano la forza di gravità nei luoghi scelti, utilizzando la tecnica del freddo assoluto (cosa che consente di sollevare ponti ferroviari, navi, e provocare improvvisi allagamenti di città come Venezia innalzandone le acque dei canali), dall'altra essi sono in grado di rendere schiavi di un'altra volontà alcuni scienziati e tecnici. Quest'ultimi, grazie a un microchip elettronico installato nel cervello attraverso la potenza incisiva dei raggi, eseguono ordini dettati dagli extraterrestri.

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venerdì 7 ottobre 2011

Recensione IL VILLAGGIO DI CARTONE

Recensione il villaggio di cartone




Regia di Ermanno Olmi con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich, Alessandro Haber

Recensione a cura di peucezia

Un vecchio prete, antico come l'istituzione che rappresenta, buttato come un cencio in una chiesa che sta morendo; uomini che entrano e smantellano le suppellettili del culto, impacchettano le statue, levano via l'altare, fanno scendere il Cristo crocifisso sconfitto e muto.

Comincia così il nuovo film di Ermanno Olmi girato a qualche anno di distanza da "Centochiodi" e ufficialmente suo rientro nel mondo del cinema dopo la decisione presa di un ritiro definitivo.

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