venerdì 6 aprile 2012

Recensione THE WET SEASON

Recensione the wet season




Regia di Martha Ferguson con Christopher Behnisch, Maury Chaykin, Ellen Page

Recensione a cura di HollywoodUndead (voto: 10,0)

Poesia in 17 minuti questo magnifico ed epico corto di Martha Ferguson. Prima della visione è consigliabile chiudere gli occhi e lasciarsi abbandonare all'idea di non vivere più in un mondo normale. Si, perché il mondo descritto dalla Ferguson apparentemente sembra quello che viviamo tutti i giorni noi comuni mortali, invece si tratta di una realtà ben diversa, sembra addirittura di essere in una specie di spin-off di "1984" di George Orwell. Infatti la tentazione di iniziare l'analisi di questa pellicola con una bella citazione di Orwell è molto forte ma, così facendo, non si farebbe altro che confondere le idee a chi leggerà questa recensione. E poi ergeremmo questa pellicola su un podio che non le compete, invece è giusto (anzi doveroso) dire che, tra i suoi simili, "The Wet Season" è un cortometraggio indipendente perfetto in ogni suo aspetto e dettaglio.

La trama ci fa capire che si sta parlando di fantascienza pura: in un mondo dove è ASSOLUTAMENTE proibito piangere esiste un posto, quasi in clandestinità, che si chiama "Wet season", un luogo lugubre e desolato che è composto solo da due cabine dove la gente per qualche spicciolo ha due minuti per sfogarsi e per riuscire (finalmente) a piangere.
A guardia delle due cabine c'è Jocelyne, che "lavora" lì per conto dello zio. L'attenzione dell'intero corto è incentrata sulla sua figura, un'enigmatica ragazzina abituata al dolore altrui tanto da non riuscire a provare dolore per se stessa. Questo è l'aspetto drammatico della pellicola che mette in evidenza come l'abitudine agisca da anticorpo in ogni circostanza.

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giovedì 5 aprile 2012

Recensione POLLO ALLE PRUGNE

Recensione pollo alle prugne




Regia di Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi con Mathieu Amalric, Isabella Rossellini, Maria De Medeiros, Golshifteh Farahani, Jamel Debbouze, Chiara Mastroianni, Edouard Baer, Eric Caravaca, Frédéric Saurel, Dustin Graf

Recensione a cura di JackR

In seguito alla distruzione del suo prezioso violino, Nasser Ali, musicista di grande talento, perde la voglia di suonare e con essa quella di vivere. Decide pertanto di lasciarsi morire di inedia, mentre tra sogni, deliri e ricordi ripercorre la sua vita infelice, segnata da un episodio sepolto nel passato e legato ad un amore perduto.

Marjane Satrapi (autrice della graphic novel "Persepolis" e del suo adattamento cinematografico) torna al cinema e insiste con l'adattamento di una sua opera, "Pollo alle Prugne". Lo stile grafico dell'autrice iraniana, estremamente riconoscibile, è basato su un tratto volutamente scarno, sull'assenza di profondità e prospettiva, sull'utilizzo di un character design semplice ma efficace. E' alle parole che Marjane Satrapi affida la sua arte e "Pollo alle Prugne" non fa eccezione. La graphic novel" ricorre ad uno schema abbastanza statico per rappresentare la non linearità della narrazione (sostanzialmente, inversione del bianco e del nero, con i flashback quasi in silhouette), e il film si dimostra superiore all'opera di partenza - per una volta.

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Recensione COLLATERAL

Recensione collateral




Regia di Michael Mann con Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Javier Bardem

Recensione a cura di Luke07 (voto: 9,0)

"Milioni di galassie e centinaia di milioni di stelle ed un puntino che vaga nello spazio. Siamo noi, persi per sempre. Lo sbirro, tu, io... Chi se ne accorge?"

Max è un tassista abitudinario, incapace di dare una svolta alla propria vita. Vincent è un killer professionista che lavora su commissione per eliminare testimoni scomodi. Il destino li fa incontrare, e quella che sembrava essere una notte come le altre si rivelerà presto il contrario.

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mercoledì 4 aprile 2012

Recensione L'ALTRA FACCIA DEL DIAVOLO

Recensione l'altra faccia del diavolo




Regia di William Brent Bell con Fernanda Andrade, Simon Quarterman, Evan Helmuth, Ionut Grama, Suzanne Crowley, Bonnie Morgan

Recensione a cura di Giordano Biagio

Nel 1989, il pronto intervento della polizia del sud Hartford, nel Connecticut, riceve una telefonata da parte della signora Maria Rossi, che con voce rotta e alterata confessa di aver ucciso tre persone. Diversi anni dopo, nel 2009, sua figlia Isabella che all'epoca dei fatti aveva 8 anni, cerca di sapere di più sulle cause di quella tragedia e, dopo alcuni contatti con persone legate indirettamente a quell' episodio, apprenderà che sua madre la sera del delitto era stata coinvolta in un esorcismo.

Isabella, incuriosita e impressionata da quella tanto discussa pratica religiosa, si reca in Italia, a Roma, per partecipare a un corso sull'esorcismo istituito dal Vaticano e indagare su sua madre, ricoverata in un ospedale psichiatrico. Nella capitale la ragazza conoscerà due preti esorcisti in dissenso con la diocesi di appartenenza, i quali,venuti a sapere del motivo della permanenza a Roma di Isabella, si dimostrano subito disposti a offrirle un aiuto disinteressato. I due ministri del culto le consigliano la partecipazione ad un esorcismo vero con la figlia di una donna, che ha chiesto loro aiuto; i giovani sacerdoti rammentano a Isabella che solo in quel modo potrebbe immediatamente apprendere qualcosa di essenziale su quella difficile pratica religiosa e convincersi eventualmente dell'esistenza del demonio.

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martedì 3 aprile 2012

Recensione QUIJOTE

Recensione quijote




Regia di Mimmo Paladino con Peppe Servillo, Lucio Dalla, Ginestra Paladino, Enzo Moscato, Alessandro Bergonzoni, Enzo Cucchi, Lorenzo Palmieri, Martin Reicht, Carlo Alberto Anzuini, Marco Alemanno, Gabriella Petti, Angelo Curti, Alfonso Beatrice, Carlo Quartucci, Edoardo Sanguineti, Carla Tatò, Roberto De Francesco, Remo Girone, Paolo Petti, Daghi Rondanini

Recensione a cura di peucezia

Anche se presentato per la prima volta nel 2006 alla 63 mostra cinematografica di Venezia e successivamente in diverse rassegne internazionali, "Quijote" è uscito sui circuiti nazionali della distribuzione indipendente e on demand sulla rete solo il 23 marzo, forse cinicamente sfruttando l'effetto mediatico della recente scomparsa di uno dei suoi interpreti, Lucio Dalla, che impersona il fido scudiero Sancho Panza.

Il film di Mimmo Paladino, artista contemporaneo molto noto all'estero (sue opere sono esposte a New York e Londra nei maggiori musei d'arte moderna) si avvale di attori di stampo teatrale quale Peppe Servillo, che allampanato e dallo sguardo allucinato ben incarna il visionario cavaliere dalla "triste figura", come Cervantes, autore dell'immortale romanzo, definì il suo personaggio.
Alessandro Bergonzoni recita nel ruolo di un mago affabulatore e Remo Girone nei panni macabri della Morte.

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Recensione THE TRACEY FRAGMENTS

Recensione the tracey fragments




Regia di Bruce McDonald con Ellen Page,Libby Adams, Shawn Ahmed

Recensione a cura di HollywoodUndead (voto: 8,5)

Con quale coraggio il regista canadese Bruce McDonald si mette a dirigere un film che narra una vicenda spezzettata come un Puzzle??? Naturalmente, il film non è frutto di McDonald, ma è ispirato al romanzo di Maureen Medved, "The Tracey Fragments" (appunto). Etichettare come thriller questa pellicola è un po' riduttivo, non è neanche giusto paragonarlo ad un drammatico o ad un film d'autore sperimentale. Non  esiste un nome preciso per definire il genere, ma (per comodità) potremmo definirlo un Dramma/Thriller sperimentale.

"The Tracey Fragments" narra le vicende della giovane quindicenne Tracey Berkowitz, adolescente ribelle e complessata, che ogni giorno deve combattere con dei genitori che la ignorano e dei compagni di scuola che la insultano e la definiscono come una "senza tette", (addirittura) "mostro" o "il coso". Come ogni storia che si rispetti, "Tracey fragments" inizia con la presentazione dei vari personaggi e l'introduzione della vicenda. L'episodio chiave dell'intera storia (che catapulta la pellicola nel genere thriller quasi di prepotenza) è la scomparsa del fratellino di Tracey, Sonny Berkowitz. A questo punto Tracey decide di cercare il fratello per dimostrare a tutti e a se stessa (per non sentirsi in colpa, visto che il povero Sonny è sparito a causa di un suo scherzo ai danni del fratellino) che anche lei può essere una persona capace di sbrogliare le situazioni più difficili. La ricerca di Tracey la porterà a vivere delle situazioni bizzarre e pericolose e a conoscere loschi figuri che possono addirittura metterla in situazioni di estrema difficoltà.

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lunedì 2 aprile 2012

Recensione 007 - GOLDENEYE

Recensione 007 - goldeneye




Regia di Martin campbell con Pierce Brosnan, Sean Bean, Izabella Scorupco, Famke Janssen, Joe Don Baker

Recensione a cura di elio91 (voto: 7,5)

GoldenEye è il diciassettesimo film con protagonista l'agente segreto più famoso del mondo. Uscito nel 1995 a seguito di una grande campagna pubblicitaria, ha il merito oggettivo di aver attirato nel mondo di Bond una nuova generazione di fan grazie non solo al film stesso, ma a tutto quello che vi ha ruotato intorno: si pensi al famoso videogioco per il Nintendo 64, da molti definito uno dei migliori sparatutto dell'epoca; un fenomeno che nell'ambito video-ludico non si esaurisce qui ma va avanti fino ai giorni nostri, con un remake del videogioco stesso. Tanto successo non può dipendere solo dal film in sé, certo di qualità,ma neanche un capolavoro dell'action, come si potrebbe pensare e ancora lontano dai primi film con Connery per qualità e pathos. Vari motivi allora, certo dipendenti anche da un periodo inusuale di assenza del personaggio di James Bond dagli schermi dopo il flop ai botteghini del sottovalutato Licence to Kill (tradotto da noi "Vendetta Privata" per non creare confusione col primo della saga).

Non fu soltanto lo scarso risultato ai botteghini, però, a ritardare l'uscita di un nuovo film sull'agente segreto al servizio di sua maestà, ma varie dispute legali di società proprietarie del copyright sul marchio Bond.
Dalton doveva effettivamente impersonare nuovamente 007 dato il suo contratto per tre pellicole, ma stufatosi della situazione decise di lasciare il ruolo. La produzione decise allora di ricontattare un attore che avrebbe dovuto già impersonare Bond al posto dello stesso Dalton ma che all'epoca dovette rifiutare perché sotto contratto con una serie tv: Pierce Brosnan.

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