martedì 11 dicembre 2012

Recensione LA SCOPERTA DELL'ALBA

Recensione la scoperta dell'alba




Regia di Susanna Nicchiarelli con Margherita Buy, Sergio Rubini, Lina Sastri, Susanna Nicchiarelli, Gabriele Spinelli, Lino Guanciale, Renato Carpentieri, Sara Fabiano, Anita Cappucci Scudery

Recensione a cura di JackR

Un mediocre racconto di Walter Veltroni. Un varco spazio-temporale in un film italiano. Margherita Buy in un insolito ruolo da donna risoluta e femminile. Un momento storico certamente poco felice per il cinema italiano. Le premesse per il disastro c'erano tutte. Va quindi dato atto a Susanna Nicchiarelli di aver confezionato un film interessante, che se non altro ci mostra una Margherita Buy finalmente libera dal cliché della donna insicura sull'orlo della crisi di nervi e convincente in una parte insolita e difficile.

1981: Il professor Mario Tessandori viene freddato dai brigatisti nel cortile dell'Università dove lavora, davanti agli occhi dell'amico e collega Lucio Astengo. Il professor Astengo viene eletto preside al posto di Tessandori ma scompare nel nulla pochi giorni dopo, segnando per sempre la vita delle figlie Caterina e Barbara.
2011: Caterina (Margherita Buy) e Barbara (Susanna Nicchiarelli) hanno un complicato ed irrisolto rapporto da gestire in due vite che non si sono pienamente realizzate, quando il passato torna a far loro visita in maniera inattesa: il telefono della casa al mare, abbandonata da anni, è in grado di comunicare con il 1981, a pochi giorni dall'evento centrale della vita della famiglia Astengo. Potrà Caterina cambiare il passato, o almeno svelare il mistero della scomparsa del padre parlando con se stessa bambina al telefono?

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lunedì 10 dicembre 2012

Recensione AMOUR

Recensione amour




Regia di Michael Haneke con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Rita Blanco, Laurent Capelluto

Recensione a cura di Stefano Santoli (voto: 10,0)

"Bisognerebbe sforzarsi di essere felici, anche solo per dare l'esempio"
Jacques Prévert
(citazione di Trintignant nel ritirare il premio per la miglior interpretazione a Cannes 2012)

L'inafferrabilità dell'amore.
La negazione - crudele, paradossale - di vivere l'amore con felicità, nel momento in cui diventa più genuino, più radicale. Più esclusivo.
"Amour" è un film quasi insostenibile.

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venerdì 7 dicembre 2012

Recensione LES AMANTS REGULIERS

Recensione les amants reguliers




Regia di Philippe Garrel con Louis Garrel, Clotilde Hesme, Julien Lucas, François Toumarkine

Recensione a cura di Mimmot

Maggio '68 è il nome con cui si indicano i fatti accaduti nella primavera del 1968, più o meno in tutto il mondo.
Tutto ebbe inizio nel '64 negli Stati Uniti, quando gli studenti occuparono l'Università di Berkley, in California - vedi la recensione di Fragole e sangue - per protestare contro la guerra in Vietnam e la segregazione razziale, ma l'esplosione del fenomeno si ebbe in Francia - Maggio Francese- quando si susseguirono una serie di manifestazioni studentesche (che spesso agivano di concerto con gli operai) di contestazione alla riforma scolastica (riforma Fouchet) che prevedeva una forte riduzione degli studenti universitari, con apposite, durissime selezioni, in modo da indirizzare la "rimanenza" verso lavori manuali e strettamente subordinati. Le manifestazioni (che trovarono inermi il PCF e il sindacato), che intanto si erano estese in tutta la Francia e poi un po' in tutto il mondo, sfociarono in violenti disordini e scontri con le forze dell'ordine.
A questo punto Charles De Gaulle, "il padre della patria", sciolse il parlamento, andò in TV, lanciò un appello alla nazione e indisse nuove elezioni che furono fatali per la "gauche", segnando la fine del "Maggio Francese" e il trionfo della reazione istituzionale.

Il regista francese Philippe Garrel, in questa struggente, disincantata e fascinosa opera, in cui si rincorrono lo slancio, l'ingenuità, la dolce follia dell'epoca, fa il ritratto di una generazione di ventenni che credettero di fare la rivoluzione e invece sbagliarono tutto, ma che, nonostante tutto, impararono ad amare i piccoli e grandi rivolgimenti che si svolgevano fuori e dentro di loro.
Sono ricordi dell'anima quelli che Garrel ci descrive del periodo della contestazione, colmi di considerazioni, comportamenti, dialoghi, atteggiamenti non storicizzati, affermazioni di principio.
I complotti, le utopie, i discorsi politici, ci restituiscono l'atmosfera di quel tempo e sono colti nella loro immediatezza, senza essere ancora forzati dall'utopia dell'assemblearismo.

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giovedì 6 dicembre 2012

Recensione IL GRIDO

Recensione il grido




Regia di Michelangelo Antonioni con Gabriella Pallotta, Dorian Gray, Betsy Blair, Alida Valli, Steve Cochran

Recensione a cura di atticus (voto: 8,0)

Punto d'arrivo nella filmografia del regista e, al contempo, imprescindibile fonte di sviluppo per temi che verranno, "Il grido" (1957) di Michelangelo Antonioni rappresenta una sintesi pressoché perfetta degli esordi documentaristici con le future divagazioni sull'uomo disperso in una società alienante.

Poco amato in patria all'epoca, nonostante il Gran Premio della critica al X Festival di Locarno, ma acclamato all'estero (specie in Francia), il film segna una svolta verso le precedenti opere dell'autore ferrarese, portando a compimento un pensiero di inedito pessimismo nei confronti di una realtà umile ma ugualmente spietata.

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mercoledì 5 dicembre 2012

Recensione ROSSO SANGUE

Recensione rosso sangue




Regia di Leos Carax con Michel Piccoli, Juliette Binoche, Denis Lavant, Julie Delpy

Recensione a cura di Fiaba (voto: 9,0)

Cantore notturno di 'anime salve', di amori borderline compressati nella follia, nell'(auto)distruttivismo di una grammatica slegata dalla logica costituzionalizzata, Leos Carax fonde l'inquietudine dei tratti e delle tonalità del suo cinema a racconti quasi favolistici, a impressioni di vita, e - di nuovo, come sempre - ad un amour fou involuto nelle periferie del dolore e dell'assenza, alla miseria della società che si scontra con il più alto dei sentimenti - astratto e tangibile, materico, carnale. Vedere (e sentire) il capolavoro "Gli amanti del Pont Neuf" per creder-ci. E, prima ancora, questo "Rosso sangue".

Siamo in un film di Leos Carax; siamo in contatto coi fantasmi, siamo a colloquio con le ombre, siamo in un universo percettivo dove la storia è solo un riflesso inconscio, torrenziale, intradiegetico. Dove contano solo alcuni, spuri elementi. E dunque, abbiamo: una banda di malviventi; un ragazzo dall'approccio ai limiti dell'autismo arruolato nella suddetta gang; una storia d'amore dall'armonia bucolica e intermittente, prima, un'altra che è visione notturna afasica e irrequieta, poi. Dei personaggi immersi in un'ambientazione apocalittico-metaforico-metamorfica: si lotta per fermare una malattia estrema, che fa sì che l'unione carnale privata del sentimento provochi la proliferazione della morte. Un po' come punire chi gira senza sentir scorrere il film nelle vene, come chi guarda senza sentir esondare la celluloide nel sangue.

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martedì 4 dicembre 2012

Recensione L'AMORE E' IMPERFETTO

Recensione l'amore e' imperfetto




Regia di Francesca Muci con Anna Foglietta, Giulio Berruti, Camilla Filippi, Bruno Wolkowitch, Lorena Cacciatore

Recensione a cura di peucezia

Tratto dal romanzo omonimo di Francesca Muci e opera prima cinematografica della medesima autrice, il film ruota intorno ad un assioma banale: non esiste l'Amore assoluto, ma esistono gli amori che prescindono da ogni romantica fantasticheria. A questa conclusione giunge la protagonista della storia, la trentacinquenne Elena, una donna nevrotica e spigolosa, tutta presa dalla sua solitudine e dal suo sia pur appagante lavoro.
Un incidente la porrà davanti a due incontri: quello con una diciottenne petulante, invadente, trasgressiva e altrettanto sola e la contemporanea conoscenza con un francese ormai maturo, brizzolato, glaciale, fermo e apparentemente paziente. Insieme a loro Elena sperimenterà sensazioni e situazioni fino ad allora impensate e finalmente saprà rimarginare la ferita di una storia passata e dolorosa.

In bilico continuo tra passato e presente, con uso di flashback non sempre di immediata comprensione, il film è girato dall'esordiente regista con compìta sicurezza, anche se in maniera estremamente didattica: abbondano i primi piani, i passaggi tra una scena e l'altra risultano a volte troppo rapidi e (ma questo dovrebbe essere sicuramente voluto) c'è un indulgere eccessivo su alcuni momenti ambiguamente tentennanti tra sensualità e voyeurismo.

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lunedì 3 dicembre 2012

Recensione DRACULA 3D

Recensione dracula 3d




Regia di Dario Argento con Thomas Kretschmann, Asia Argento, Marta Gastini, Rutger Hauer, Unax Ugalde, Miriam Giovanelli, Giovanni Franzoni, Maria Cristina Heller, Augusto Zucchi, Giuseppe Lo Console, Francesco Rossini, Christian Burruano

Recensione a cura di marcoscafu

C'era una volta ...

C'era una volta Dario Argento, un giovane regista che agli inizi degli anni '70 portò all'attenzione del cinema italiano un genere fino a quel momento sottovalutato: il thriller. Eppure Mario Bava prima e Lucio Fulci poi, avevano già provato quella strada. Ma in Italia la facevano da padroni i cowboy di Sergio Leone (col quale firmò la sceneggiatura di "C'era una volta il West" insieme a Bernardo Bertolucci) e gli spaghetti-western, che ottenevano consensi anche fuori dallo stivale. Dunque, perché cambiare?

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