giovedì 7 marzo 2013

Recensione LA FRODE

Recensione la frode




Regia di Nicholas Jarecki con Richard Gere, Susan Sarandon, Tim Roth, Brit Marling, Monica Raymund, William Friedkin, Laetitia Casta, Josh Pais, Bruce Altman, Chris Eigeman, Nate Parker, Stuart Margolin, Jennifer Butler, Larry Pine

Recensione a cura di JackR

Film come "La frode" ("Arbitrage", in originale) ricordano istintivamente la programmazione estiva di certe reti televisive, che raccolgono arbitrariamente film di scarso richiamo in non meglio definiti cicli settimanali che servono solo a vendere spazi commerciali a basso costo. La sensazione di deja-vu aumenta, se non è proprio causata, dalla presenza di Richard Gere, ormai abbonato a questi ruoli monotoni e ambigui, che gli consentono di sfruttare al contempo l'incredibile fascino che esercita sul suo pubblico di riferimento e una mimica facciale pressoché inesistente che torna buona per un personaggio più o meno imperscrutabile e distaccato.

L'immagine pubblica di Robert Miller (Richard Gere) è quella di un potente uomo d'affari, carismatico, famoso, devoto alla famiglia, dedito al lavoro. Le sue opinioni contano per i media, per i collaboratori, per i familiari, in particolare per la brillante figlia Brooke (Brit Marling) che lavora nella società di famiglia. Miller nasconde però parecchi scheletri nell'armadio: la vendita della società a un gruppo rivale e la conseguente fusione sono il tentativo disperato di nascondere un buco di centinaia di milioni dovuti ad un investimento fallimentare, mentre la giovane gallerista francese (Laetitia Casta) di cui Robert è mecenate è (ovviamente) anche la sua amante. Superare la revisione dei conti si rivela più difficile del previsto e Brooke si accorge che qualcosa non torna nei bilanci societari. Un terribile e mortale incidente in auto costringe Robert a sfidare la legge ancora più pericolosamente, per evitare di perdere la faccia, gli affetti e la libertà...

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mercoledì 6 marzo 2013

Recensione TOUCH & GO

Recensione touch & go




Regia di Scott Simpson con Jeffrey Douglas, Patricia Zentilli, Ellen Page

Recensione a cura di HollywoodUndead (voto: 6,5)

Darcy (Jeff Douglas), una ragazzo 28enne carino ma affetto dalla sindrome di Peter Pan, si ritrova a vivere una condizione di forte stress, a causa del suo continuo rifiuto ad accettare il "mondo degli adulti".
Senza un lavoro vero (a tempo perso fa la guida turistica nei bus) e senza una particolare ambizione (se non quella di diventare un grande skater), Darcy si ritrova a dover subire le critiche della ex fidanzata Laurel e a dover sentire gli sghignazzamenti dei suoi ex compagni del liceo (che al contrario di lui hanno un lavoro). Il protagonista, sentendosi sempre di più solo e incompreso, trova conforto e consigli dalla sua mentore Trish (Ellen Page), una tredicenne skater.

Il film di Scott Simpson, pur avendo buone intenzioni ed una realizzazione ottima, a causa della cattiva distribuzione, si ritrova ad essere presentato come il classico prodottino per la tv o per i cestoni degli autogrill. In fondo è anche vero, "Touch & Go" non è certo un film degno di una distribuzione su larga scala o cinematografica, ma ha comunque dei pregi innegabili.

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martedì 5 marzo 2013

Recensione LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

Recensione la classe operaia va in paradiso




Regia di Elio Petri con Gino Pernice, Salvo Randone, Mietta Albertini, Mariangela Melato, Gian Maria Volontè

Recensione a cura di Compagneros

"La classe operaia va in paradiso" è un film di Elio Petri uscito nel 1971. Fu vincitore del Grand Prix per il miglior film al Festival di Cannes del 1972. La coppia protagonista è costituita da Gian Maria Volontè e Mariangela Melato, Menzione Speciale a Cannes per il primo e Nastro d'Argento per la seconda.
Al momento dell'uscita nelle sale il film suscitò aspre polemiche nell'ambiente cinematografico e intellettuale, gran parte delle critiche vennero da sinistra. Il regista Jean-Marie Straub, per esempio, dichiarò pubblicamente che tutte le copie del film avrebbero dovuto essere immediatamente bruciate.

Ludovico Massa, detto Lulù, è un uomo di 31 anni ma ne dimostra molti di più, ha due famiglie e fa l'operaio già da 15 anni. Il lavoro gli ha procurato due intossicazioni da vernice e un'ulcera. È uno stakanovista e un sostenitore del lavoro a cottimo che gli consente di permettersi una vita discreta. Lulù è un modello per la direzione, viene utilizzato come metro di paragone per stabilire i tempi di tutti i suoi colleghi. La sua vita sociale però è pressoché nulla e i rapporti con entrambe le famiglie sono molto freddi.
Da questa alienazione totale Lulù alza la testa quando, un giorno, in seguito ad un incidente sul lavoro, perde un dito. Ha una sorta di illuminazione che lo porta a considerare la sua posizione di sfruttato, si schiera contro il ricatto del lavoro a cottimo e abbraccia le estremistiche rivendicazioni di certi studenti e di alcuni operai della fabbrica in contrapposizione alle posizioni più moderate dei sindacati. Questa svolta costa a Lulù il posto di lavoro, inoltre viene anche lasciato dalla compagna che non apprezza il suo aver abbracciato un'ideologia di sinistra. Lulù rischia così di impazzire come Militina, un ex compagno di fabbrica che talvolta va a trovare in manicomio. Dopo un periodo cupo la compagna torna a vivere con Lulù che lentamente sembra ristabilirsi. Una notte gli viene comunicato da dei suoi compagni che, grazie al sindacato, si è ottenuta la sua reintroduzione in fabbrica. Il finale lo vede ad una rumorosissima catena di montaggio, intento a raccontare ai compagni di un sogno in cui tutti gli operai sfondavano un muro ed entravano in paradiso.

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lunedì 4 marzo 2013

Recensione SPEAK - LE PAROLE NON DETTE

Recensione speak - le parole non dette




Regia di Jessica Sharzer con Kristen Stewart, Michael Angarano, Robert John Burke, Hallee Hirsh, Eric Lively, Leslie Lyles, Elizabeth Perkins, Allison Siko, D.B. Sweeney, Steve Zahn, Dick Hagerman, A. Remy Brommer, Grace Ameter, Tyanna Rolley, Kimberly Kish

Recensione a cura di HollywoodUndead (voto: 8,5)

"La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta."
Anne Frank

Sembra banale iniziare una recensione con una famosa citazione, ma in questo caso ci sembra azzeccata, perché risuona come l’ epilogo di "Speak - Le parole non dette".

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venerdì 1 marzo 2013

Recensione IL LATO POSITIVO - SILVER LININGS PLAYBOOK

Recensione il lato positivo - silver linings playbook




Regia di David O. Russell con Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Jacki Weaver, Chris Tucker, Anupam Kher, John Ortiz, Shea Whigham, Julia Stiles, Paul Herman

Recensione a cura di peucezia

Cosa determina il confine tra "follia" e "normalità"? I veri folli sono quelli che si sottopongono a un ciclo di cure o quelli che vivono e lavorano liberamente?

Domande che da sempre si sono posti filosofi e poeti, ma che raramente hanno trovato una risposta autentica. Del confine sottile che divide questi due mondi della mente si occupa il film "Il lato positivo" tratto dal romanzo di Matthew Quick "L'orlo argenteo delle nuvole".
Come spesso accade la pellicola italiana ha un titolo che non ha nulla a che vedere con l'originale "Silver Linings Playbook", che tradotto nella nostra lingua vuol dire all'incirca Il quaderno degli schemi dalla copertina argentata riferito al padre del protagonista, di professione allibratore, che su un quadernetto annota gli schemi di gioco della sua squadra del cuore di football americano.

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giovedì 28 febbraio 2013

Recensione NON APRITE QUELLA PORTA 3D

Recensione non aprite quella porta 3d




Regia di John Luessenhop con Alexandra Daddario, Dan Yeager, Trey Songz, Scott Eastwood, Tania Raymonde, Shaun Sipos, Keram Malicki-Sánchez, James MacDonald, Thom Barry, Paul Rae

Recensione a cura di paul (voto: 4,0)

Resettiamo tutti i sequel che sono stati prodotti dall'originale in avanti: questo nuovo "Non aprite quella porta" comincia dove era finito il primo capitolo della saga.
L'unica sopravvissuta alla texana famiglia cannibale (i Sawyer) ha avvisato le autorità circa le efferatezze di Leatherface and Company. Ma la notizia si sparge per tutta la città ed un'inverosimile folla inferocita brucia la casa dei Sawyer sterminando tutti i componenti della bizzarra famiglia, tranne una bambina. Almeno, così si pensava.
Decenni più tardi, a centinaia di migliaia di chilometri dal massacro originale, una giovane donna di nome Heather (Alexandra Daddario) scopre di essere stata adottata e che la sua appena deceduta vera nonna le ha lasciato in eredità niente di meno che la famosa villa, ora ricostruita in stile vittoriano, dove si compirono tutti i massacri.
Insieme ai soliti stereotipati amici la giovane si reca sul posto per festeggiare il sontuoso regalo.

E' davvero difficile pensare a cosa si può salvare di questo ennesimo sequel della famosissima saga di Tobe Hooper, iniziata nel lontano 1974, esclusi gli occhi della bella protagonista. L'originale era un film sporco e malato, girato a bassissimo costo, che fece epoca, anche per le diverse chiavi di lettura che poteva offrire. Ma del nuovo ennesimo sequel in 3D di tutto ciò non vi è alcuna traccia. Ora, se questo è l'horror mainstream hollywoodiano del nuovo millennio, c'è poco da stare allegri (o meglio, svegli): la noia regna sovrana, dall'inizio alla fine della pellicola.

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mercoledì 27 febbraio 2013

Recensione TUTTI CONTRO TUTTI

Recensione tutti contro tutti




Regia di Rolando Ravello con Rolando Ravello, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Stefano Altieri, Raffaele Iorio, Agnese Ghinassi, Lidia Vitale, Flavio Bonacci, Antonio Gerardi, Hedy Krissane, Zahira Berrezouga, Luca Lombardi, Mario Bovenzi, Paolo Sassanelli, Massimiliano Bruno

Recensione a cura di peucezia

Dopo il successo a teatro, arriva sul grande schermo "Tutti contro tutti", commedia dolceamara con più di uno sguardo ai film neorealisti di fine anni Quaranta, interpretata e diretta da Rolando Ravello.

Al centro della vicenda la perdita di un bene primario: la casa. Agostino (Ravello) e la sua famiglia vivono un'esistenza modesta ma tranquilla, il giorno della prima comunione del figlio però le cose cambiano: al ritorno dalla cerimonia i poveretti scoprono che qualcuno si è impossessato del loro appartamentino ubicato in un casermone popolare della periferia romana.

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