venerdì 20 novembre 2009

Recensione ATTENZIONE ALLA PUTTANA SANTA!

Recensione attenzione alla puttana santa!




Regia di Rainer Werner Fassbinder con Lou Castel, Eddie Constantine, Hanna Schygulla, Rainer Werner Fassbinder, Ulli Lommel, Margarethe von Trotta

Recensione a cura di pompiere (voto: 6,5)

Nel 1971 Fassbinder si mise alla prova con un film corale, caratterizzato da una moltitudine di attori emblematici del suo entourage dell'Antiteater di Monaco: a parte Lou Castel ed Eddie Constantine (la stella del film nel film che impersona sé stesso), ammiriamo Hanna Schygulla, lo stesso Rainer Werner Fassbinder, Margarete von Trotta, Kurt Raab e Ingrid Caven.
Gestendo gli artisti con carrellate mozzafiato, orizzontali e circolari, il regista sembra per una volta dare voce alla forma e alla scoperta di qualcosa che è stato dimenticato, il tempo filmico.
La direzione è dinamica: tutti gli attori girano intorno a un bancone del bar nell'atrio di una villa, ordinando Cuba Libre a raffica e rompendo istericamente bicchieri di vetro contro pareti e pavimenti.

Assemblato con un metodo e un linguaggio da esperti, "Attenzione alla puttana santa" è un arguto trattato che mette in risalto il tipico ingegno di Fassbinder nell'organizzare le sequenze.
Non si può fare a meno di notare con quanta accuratezza siano state costruite riprese con molteplici profondità di campo, per evidenziare atteggiamenti, vizi e virtù dei personaggi. Le coppie nascono e si abbandonano con la massima indifferenza, per virtuoso appagamento individualistico.

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Recensione GOEMON

Recensione goemon




Regia di Kazuaki Kiriya con Yosuke Eguchi, Takao Osawa, Ryoko Hirosue, Eiji Okuda, Hashinosuke Nakamura, Mikijiro Hira, Jun Kaname, Tetsuji Tamayama, Eriko Sato

Recensione a cura di Nicola Picchi (voto: 6,5)

Giappone, 1582. Ishikawa Goemon, famoso ladro e shinobi, s'impadronisce durante un furto di una preziosa scatola in cui sono conservate le prove del complotto che, anni prima, portò all'assassinio di Nobunaga Oda, potente signore della guerra. Toyotomi Hideyoshi, suo successore nonché artefice della congiura, cercherà con tutti i mezzi di sbarazzarsi di Goemon e di recuperare le prove, mentre quest'ultimo, per motivi che scopriremo solo in seguito, giurerà di vendicare la morte di Nobunaga. Intanto Goemon incontrerà sul suo cammino Saizo, suo amico d'infanzia, ora al servizio di Toyotomi, e Chacha Asai, la ragazza che amava, la quale sta per diventare la sua concubina.

Ishikawa Goemon è una sorta di semileggendario Robin Hood nipponico che visse nella seconda metà del XVI secolo, un fuorilegge che rubava ai ricchi per dare ai poveri il quale, dopo il fallito assassinio del daimyo Toyotomi Hideyoshi, fu condannato ad essere immerso in un calderone d'olio bollente. Il personaggio è al centro di numerose opere di teatro kabuki, videogame e della serie di film degli anni '60 "Shinobi no Mono", per tacere del suo discendente, Goemon Ishikawa XIII, che fa la sua comparsa in "Lupin III".

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giovedì 19 novembre 2009

Recensione LA CADUTA DELLA CASA USHER

Recensione la caduta della casa usher




Regia di Jean Epstein, Luis Buñuel con Jean Debucourt, Sylvie Gance, Charles Lamy, Fournez Goffard

Recensione a cura di Ciumi (voto: 8,5)

"Nella più verde delle nostre valli,
una volta abitata dagli angeli,
un palazzo grandioso innalzava
la propria fronte raggiante;
nel dominio del re Pensiero,
ergeva la sua fronte laggiù!
Mai serafino spiegò le ali
su dimora tanto splendente.
"

Molto prima che nei fatti, l'orrore di Poe è stabilito dagli ambienti, a cui attribuisce un potere suggestivo straordinario, pervaso di quella desolata malinconia e di quel senso di caducità che tormentarono l'uomo, l'amante e il poeta. I suoi luoghi sono sempre specchi in cui la morte affaccia la propria ombra, che appanna col suo alito fatale e sfoca d'irrealtà, dissipandone i contorni verso un infinito atro, evacuato da Dio e dai sentimenti di gioia, e assorto nella mezzanotte di un nulla incolmabile.

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Recensione MEMORIES OF MURDER

Recensione memories of murder




Regia di Joon-Ho Bong con Song Kang-ho, Kim Sang-kyung, Kim Roe-ha, Song Jae-ho

Recensione a cura di Anna Maria Pelella

Corea del Sud, Provincia di Gyunggi. Una giovane donna viene rinvenuta stuprata e uccisa.
Successivamente altre due donne vengono ritrovate e salta all'occhio della polizia il fatto che tutte le vittime erano molto belle, vestivano un abito rosso e sono state uccise in un giorno di pioggia.
E' il 1986 e questa è la vicenda del primo serial killer della storia coreana. Un detective locale, Park Doo-man, viene coadiuvato da Seo Tae-yoon, detective giunto appositamente da Seoul. I due hanno modi di procedere diversi e quando la tensione aumenterà lo scontro sarà inevitabile.

Seconda opera di Bong Joon-ho, questo noir di ambientazione rurale, basato sulla vera storia del primo assassino seriale della Corea, si lascia guardare con grande interesse.
Il divario tra i due poliziotti è raccontato con abilità e la trama, seppur semplice nella sua linearità, si arricchisce di riferimenti culturali sulla Corea del periodo.
Intervistato circa l'effetto divertente di alcune scene sulle procedure di polizia, Bong asserisce che le parti che il pubblico del 21esimo Torino Film Festival ha trovato divertenti non erano state pensate per strappare il sorriso o per far risaltare il divario culturale tra i poliziotti di provincia e il detective cittadino, ma sono semplicemente il frutto degli studi che egli stesso ha compiuto per realizzare il film, quindi derivanti dalla realtà dei fatti accaduti all'epoca.

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mercoledì 18 novembre 2009

Recensione UN ALIBI PERFETTO

Recensione un alibi perfetto




Regia di Peter Hyams con Michael Douglas, Amber Tamblyn, Jesse Metcalfe, Joel Moore, Randal Reeder, David Jensen, Megan Brown, James B. McDaniel, David Born, Krystal Mayo, Michael Byrnes, Edrick Browne, Mysti Nash, Kip Cummings, Grant James, Bill Stinchcomb, Ryan Glorioso, Brent

Recensione a cura di pompiere (voto: 6,0)

C.J. Nicholas (Jesse Metcalfe) è un reporter televisivo che lavora per le "grandi inchieste" del Canale 8.
I suoi preziosi servizi riferiscono sulla scelta della più opportuna miscela di caffè o sulle fantastiche mostre canine della zona. Il peggio è che, durante le riprese, deve sempre avere il sorriso stampato in faccia.
E' fin troppo evidente che è un'attività troppo angusta per un giovane ambizioso come lui. Il suo sogno non è quello di prestare servizi per la rete televisiva della Louisiana (che, attualmente, è lo Stato che offre i maggiori benefici fiscali per le produzioni che decidono di girare in loco e nel film c'è anche un riferimento diretto all'uragano Katrina, n.d.a.).
Appena può, il giovane cronista va di corsa a vedere le arringhe del diligente e autoritario procuratore distrettuale Mark Hunter (Michael Douglas): c'è qualcosa che lo affascina, e che lo turba al tempo stesso, nei modi coi quali il legale procede nel suo lavoro, svolto tramite lo sfoggio di una bravura dialettica notevole e l'esibizione di prove incontrovertibili. Forse troppo innegabili.
In C.J. si insinua il forte dubbio che Hunter sia corrotto ed essendo annoiato e in cerca dello scoop della vita comincia a indagare...

Scritta, diretta e degnamente fotografata da Peter Hyams, il quale ritorna a lavorare con Douglas dopo il lontano "Condannato a morte per mancanza di indizi" del 1983, la pellicola scava tra la corruzione nella giustizia, nei dipartimenti di polizia e tra le righe delle colonne giornalistiche, prendendo spunto dall'originale "Beyond a reasonable doubt" di Fritz Lang (uscito nel nostro paese con il titolo "L'alibi era perfetto"), l'ultimo film girato in terra statunitense dal grande autore viennese nel 1956.
Il prototipo langhiano era una lievissima meditazione sul peccato, sul concetto di crimine e sulla parzialità della pena di morte, di matrice solenne, quasi minimalista.
Il rifacimento odierno riprende l'aspetto esteriore ma non il ragionamento complesso, mira di più all'intrattenimento, gettando sulla scena un numero maggiore di personaggi e moltiplicando gli accadimenti.

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Recensione NUOVO CINEMA PARADISO

Recensione nuovo cinema paradiso




Regia di Giuseppe Tornatore con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jaques Perrin

Recensione a cura di pompiere (voto: 9,0)

Salvatore Di Vita è un vivace ragazzino siciliano che risiede in un paese chiamato Giancaldo. Si addormenta, spassosa canaglietta, durante le funzioni religiose, mentre risulta assai più interessato all'unico cinematografo esistente, quello a gestione parrocchiale.
Si diverte a spiare, nascosto dietro a una tenda, i film che vengono mostrati in anteprima al sacerdote.

Il piccolo Totò è affascinato dal lavoro del proiezionista Alfredo, il censore esecutivo delle fobie morali del prete, che diventerà ben presto una figura paterna insostituibile per il ragazzo.
Salvatore cresce insieme ai film proiettati al "Cinema Paradiso", recita a memoria le battute guardando controluce singoli frame rubati di nascosto, andando verso una nuova vita, più grande della Sicilia stessa, incoraggiato in questo proprio da Alfredo.

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Recensione LEFT BANK

Recensione left bank




Regia di Pieter Van Hees con Eline Kuppens, Matthias Schoenaerts, Sien Eggers, Marilou Mermans, Frank Vercruyssen, Robbie Cleiren, Ruth Becquart, Tinneke Boonen, Sara De Bosschere

Recensione a cura di Anna Maria Pelella

Marie è un'atleta professionista che gareggia per entrare nel team, per il campionato europeo, ma la salute le crea qualche problema e si trova costretta a rallentare gli allenamenti.
Intanto conosce Bob col quale, dopo un po', decide di convivere. Il condominio dove vive il suo ragazzo è sulla riva sinistra del fiume, in una zona vecchia e abbastanza pittoresca, abitata prevalentemente da artisti.
Marie viene presto a conoscenza del fatto che la precedente inquilina dell'appartamento è scomparsa, in circostanze misteriose, e decide di indagare con l'aiuto del fidanzato della donna.

Marie è una donna che sottopone il suo corpo a strenui allenamenti in vista del campionato cui intende partecipare. Ma il corpo purtroppo le risponde con un esaurimento, e finché Marie non va a vivere con il suo ragazzo e si appassiona alla sparizione della precedente inquilina, tutti penseranno soltanto a un esaurimento di tipo fisico.
Ma mentre Marie indaga e scopre cose piuttosto bizzarre, quello che si insinua lentamente nella mente dello spettatore è il dubbio che l'esaurimento di Marie sia molto più serio.

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