giovedì 7 luglio 2011

Recensione SCIUSCIA'

Recensione sciuscia'




Regia di Vittorio De Sica con Franco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, Aniello Mele, Bruno Ortenzi, Emilio Cigoli

Recensione a cura di Giordano Biagio

Sciuscià è una parola dialettale napoletana derivante dall'inglese shoe-shine (lustrare le scarpe), si riferisce in particolare ai ragazzi che pulivano le scarpe ai numerosi soldati americani presenti a Napoli e a Roma verso la fine della guerra, cosa che ne spiega in parte l'origine inglese.

Siamo a Roma nel 1945. Pasquale Maggi (Franco Interlenghi) e Giuseppe Filippucci (Rinaldo Smordoni) lavorano con alterni e insicuri guadagni come sciuscià sui marciapiedi di via Veneto. Il loro passatempo preferito consiste nel correre su un cavallo bianco chiamato Bersagliere, cavalcato in due, preso in affitto a Villa Borghese. Tale è la loro passione per lo stallone che vorrebbero comprarlo, accudirlo in tutti i suoi complessi bisogni, amarlo giornalmente, ma il lavoro precario non glielo consente. Tra l'altro la sorella piccola di Giuseppe chiede spesso dei soldi al fratello per strada, al fine di soddisfare le urgenze economiche della loro famiglia. I due decidono allora con l'aiuto del fratello di Giuseppe, Attilio, di commerciare in nero, vendendo coperte americane.

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mercoledì 6 luglio 2011

Recensione BENVENUTI A CEDAR RAPIDS

Recensione benvenuti a cedar rapids




Regia di Miguel Arteta con Ed Helms, John C. Reilly, Sigourney Weaver, Anne Heche, Rob Corddry, Alia Shawkat, Kurtwood Smith, Stephen Root, Amy Sloan, Isiah Whitlock Jr.

Recensione a cura di pompiere (voto: 6,5)

Completamente snobbato dalla distribuzione di casa nostra (che ha favorito i giocattoloni di Michael Bay) e pressoché ignorato da gran parte della stampa specializzata (anche se oggi trovare del genuino giornalismo cinematografico è difficile come bere un bicchiere di maraschino in presenza di Amy Winehouse), "Cedar Rapids" ha bussato alle porte chiuse dei cinema(tografari). E nessuno gli ha aperto. In perfetta corrispondenza col personaggio principale, quell'imbranato di Tim Lippe (Ed Helms), sincero assicuratore che ha costruito una clientela tutta sua nella provincia americana. Anche lui ha a che fare con una moltitudine di porte chiuse: quelle precluse dagli altri e quelle interdette dai suoi limiti.

Superati i trent'anni è ancora un ragazzo, cresciuto senza particolari qualità. Nessuna speranza, sogno o aspirazione all'orizzonte. Lippe non ha mai fatto una vacanza. Si è accontentato di un rapporto (per lui amoroso, per lei sessuale) periodico con Macy, una vecchia maestra delle medie (Sigourney Weaver), ed è cresciuto in un mondo a parte, fatto di gingilli e peluche. Solo il garbo che mostra nel lavoro lo tiene a galla, in questa realtà del tutto distorta e insana.

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martedì 5 luglio 2011

Recensione TOKYO FIST

Recensione tokyo fist




Regia di Shinya Tsukamoto con Kôjii Tsukamoto, Shinya Tsukamoto, Kahori Fujii, Naomasa Musaka

Recensione a cura di Tommaso Ghirlanda (voto: 10,0)

Quando Tsukamoto Shinya portò nei vari festival cinematografici internazionali il suo "Tetsuo II", il commento che gli venne fatto più spesso è che il film sembrava esprimere il rapporto tra l'uomo e la moderna Tokyo. Il regista, per sua stessa ammissione, fino a quel momento non aveva trattato tale tematica consapevolmente e rimase profondamente influenzato dalle osservazioni di pubblico e critica, al punto che si rese conto con somma gioia di essere riuscito a trovare un tema tutto suo da poter esplorare e approfondire nei prossimi film. Il risultato di questa rinnovata coscienza sarà "Tokyo Fist" (1995), che si pone come obiettivo proprio quello di trattare, questa volta di proposito, in maniera più esaustiva quegli elementi di "Tetsuo II" che, nonostante il ruolo marginale cui erano relegati, erano risultati i più interessanti.

Tsukamoto decise di ambientare il nuovo film nel mondo della boxe, che ai suoi occhi ha sempre avuto un fascino particolare a differenza degli altri sport, verso cui è indifferente. Infatti, egli vede il ring come il contenitore di ciò che nella Tokyo di oggi, dove la violenza e la morte sono elementi vietati e nascosti, è stato dimenticato; un luogo dove azioni che normalmente sarebbero punite per legge vengono non solo permesse, ma addirittura mostrate a un pubblico festante.

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lunedì 4 luglio 2011

Recensione WE WANT SEX

Recensione we want sex




Regia di Nigel Cole con Rosamund Pike, Miranda Richardson, Sally Hawkins, Daniel Mays, Bob Hoskins

Recensione a cura di peucezia

L'allusivo titolo dato al film dalla distribuzione italiana (il titolo originale è "Made in Dagenham" e si riferisce allo stabilimento Ford dove le protagoniste lavorano) non è relativo a improvvidi appetiti, ma a una rivendicazione sindacale e prende spunto da un cartellone esibito dalle operaie nel corso di una manifestazione che recita testualmente: we want sex equality (vogliamo la parità).

Chi sognava di andare a vedere un film tutto bollenti spiriti è presto smentito, il film di Nigel Cole tratta con toni da commedia della lotta portata avanti dalle operaie Ford di Dagenham nel 1968 al fine di ottenere parità stipendiale con i colleghi uomini.

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venerdì 1 luglio 2011

Recensione WHEN YOU'RE STRANGE

Recensione when you're strange




Regia di Tom DiCillo con Johnny Depp

Recensione a cura di pompiere (voto: 5,0)

Focus on... Jim Morrison, uno dei più grandi miti mai esistiti.
Il cantante dei Doors ha rappresentato un'icona imprescindibile per intere generazioni. Quella giovane degli anni '60, per la quale ha simboleggiato la ribellione da una società incancrenitasi sotto il peso delle istituzioni, la voglia di libertà sessuale, di parola, la forza di essere se stessi. E quelle successive, trascinate nel magico regno del sogno non solo musicale, e bisognose della conquista dell'indipendenza da una famiglia troppo soffocante. Nucleo dal quale Jim si affrancò da subito, dichiarandone la morte (non vera) nei suoi curriculum e documenti.

Presentato due anni fa al Sundance Festival di Salt Lake City, il film procede senza molti sussulti, tra le prove negli studi di registrazione, con Morrison quasi sempre strafatto o ubriaco. E poi i concerti, dove il comportamento del cantante è volutamente smodato e provocatorio.
Interessante il film per lo studio intimo della parte musicale: i Doors non avevano un bassista, e l'uso delle tastiere di Ray Manzarek resta magistrale, con la voce smagliata che pare una nenia sofferente, la chitarra di Robby Krieger che richiama le sonorità del flamenco e la batteria di John Densmore ammiccante al ritmo sincopato del jazz. Le canzoni prodotte sono entrate nella storia: "Light my fire", "Break on through", "The end", "People are strange", "Love me two times", "Hello, I love you" e "Riders on the storm", forse la mia preferita.

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giovedì 30 giugno 2011

Recensione 13 ASSASSINI

Recensione 13 assassini




Regia di Takashi Miike con Kôji Yakusho, Yusuke Iseya, Tsuyoshi Ihara, Sosuke Takaoka, Takayuki Yamada

Recensione a cura di Aenima

Signore e signori... Miike Takashi.

Uno dei più geniali e prolifici autori del cinema contemporaneo, un fuoriclasse della narrazione per immagini, torna sugli schermi con un progetto ad alto budget: "I 13 assassini" (remake dell'omonimo film di Eiichi Kudo del 1963), ed il risultato... lascia l'amaro in bocca.

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mercoledì 29 giugno 2011

Recensione ZEITGEIST - THE MOVIE

Recensione zeitgeist - the movie




Regia di Peter Joseph con -

Recensione a cura di Fulvio Baldini aka peter-ray (voto: 9,0)

"Zeitgeist, the Movie" è un film documentario non-profit rilasciato in rete nel 2007, diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph, regista indipendente dalle case di distribuzione cinematografiche.
Il fil è lingua inglese, ma è stato distribuito successivamente in rete sottotitolato in diverse lingue, tra cui anche l'italiano e da qualche tempo anche doppiato.

La parola Zeitgeist è di origine tedesca e viene tradotta come "Spirito del tempo", ma nella realtà dei fatti Joseph non fa nessun riferimento alla spiritualità nel contesto del filmato.
L'intento è piuttosto quello di scuotere le coscienze raccontando le aberrazioni del nostro sistema sociale individuandone le principali cause sula base di informazioni e fonti che troppo spesso vengono ignorate e prese poco in considerazione dalla diffusione mediatica convenzionale.

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