mercoledì 20 ottobre 2004

Recensione I CENTO PASSI

Recensione i cento passi




Regia di Marco Tullio Giordana con Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Lucia Sardo, Luigi Maria Burruano

Recensione a cura di Pasionaria (voto: 9,0)

Il film tratta la storia vera di Peppino Impastato, un ragazzo di Cinisi, vicino a Palermo, fatto saltare in aria dalla mafia il 9 maggio del 1978, il medesimo giorno in cui fu ritrovato a Roma il cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. Un fatto di tale gravità ovviamente oscurò in parte l'omicidio del giovane comunista siciliano, cui i maggiori quotidiani italiani dedicarono brevi trafiletti. La sua morte per anni fu attribuita al suicidio, solo ultimamente si è riconosciuto mandante dell'assassinio, il boss mafioso Tano Badalamenti (morto in carcere lo scorso inverno) e il fatto è tornato di attualità.

Con il suo film Marco Tullio Giordana ha offerto un notevole e meraviglioso contributo affettivo al sacrifcio del giovane Impastato, raccontando con sensibilità la scelta coraggiosa di un ragazzo (vissuto in anni ideologicamente impegnativi) di lottare apertamente contro la mafia. Il tema della mafia è trattato da Giordana in modo originale e unico rispetto alla filmografia classica di questo genere.

[...]

Leggi la recensione completa del film I CENTO PASSI su filmscoop.it

venerdì 1 ottobre 2004

Recensione IT

Recensione it



Regia di Tommy Lee Wallace con John Ritter, Tim Curry

Recensione a cura di Travis barker

Tratto dall'omonimo best-seller del "re" Stephen King, "IT" fu un grande successo in home video nell'ormai lontano 1991, quando la Warner Bros lo editò diviso in due videocassette. Il film-tv fece storcere il naso a molti, kinghiani incalliti e non, in quanto privo di alcuni passaggi presenti nell'opera letteraria. Dopotutto il film di Wallace, pur soffrendo dell'evidente differenza che c'è tra l'ottima prima parte e la poco esaltante seconda, va ad inserirsi tranquillamente nell'elenco dei riusciti titoli del "cinema della memoria", tratti dagli scritti del maestro del Maine, tra i quali regna sovrano l'intoccabile "Stand by me - Ricordo di un'estate" (col quale IT ha più di un punto in comune, sia per quanto riguarda l'idea di partenza, che i contenuti).

Pennywise, sfruttando difetti, ricordi e tormenti interiori che i protagonisti hanno nel passaggio che li porta lentamente dalla fanciullezza all'adolescenza, si avvicina a loro e tenta di portarli alla morte. Ad esempio si manifesta a Ben attraverso il ricordo del padre morto, mentre per avvicinarsi a Richie (il Seth Green abituario del cinema horror, interprete di "Ticks - Larve di sangue" e "Giovani diavoli") fa uso dell'immagine del lupo mannaro visto in "I was a teenage werewolf", del quale il ragazzo ha paura. King, dato l'anno in cui è stato scritto il libro (il 1986), s'ispirò probabilmente al Freddy Krueger della serie "Nightmare", costruendovi intorno una storia che ricorda sia "Il Corpo", racconto appartenente alla raccolta Stagioni Diverse e che ha ispirato il film "Stand by me - Ricordo di un'estate", che "I Goonies" (non a caso Eddie soffre di asma, come il Mickey della pellicola di Richard Donner).

[...]

Leggi la recensione completa del film IT su filmscoop.it

giovedì 30 settembre 2004

Recensione THE CHRONICLES OF RIDDICK

Recensione the chronicles of riddick




Regia di David Twohy con Vin Diesel, Colm Feore, Thandie Newton, Judi Dench, Alexa Davalos, Karl Urban, Nick Chinlund, Chris Astoyan, Keith David

Recensione a cura di Logan

Se avete visto "Pitch Black" sarete sicuramente entusiaste di correre a vederne il seguito... se proprio volete un consiglio, non fate come il sottoscritto che ormai alla soglia dei 30 si illude ancora che il seguito di un film che ha apprezzato sia superiore o almeno pari al precedente.
Non vorrei essere troppo drastico in questa recensione, perché comunque la pellicola la ritengo buona sotto certi punti di vista, ma è meglio cominciare a rinfrescarci un po? la memoria.

Innanzi tutto vi ricordate la piccola protagonista Jack (camuffata da ragazzo) del primo film? La ritroviamo diversi anni dopo ormai donna, ospite di un pianeta prigione; e ricordate Riddick il killer palestrato che la salvava dai terribili alieni? Ritroviamo anch?egli in fuga di pianeta in pianeta dai cacciatori di teste; invece l?altro superstite Iman (Keith David) ha ben pensato di metter su famiglia su un tranquillo pianeta. Tranquillo pianeta che ha ormai le ore contate a causa dell?imminente invasione della flotta dei Necromonger, una civiltà guidata da Lord Marshall, che tende a sottomettere alla propria religione tutti i pianeti che si trova sulla propria strada.

[...]

Leggi la recensione completa del film THE CHRONICLES OF RIDDICK su filmscoop.it

venerdì 24 settembre 2004

Recensione MARE DENTRO

Recensione mare dentro




Regia di Alejandro Amenabar con Javier Bardem, Belén Rueda, Celso Bugallo, Joan Dalmau, Lola Dueñas, Francesc Garrido

Recensione a cura di fromlucca

"Gran film": queste le mie parole quando sono uscito dal cinema.
Con una grande regia di Amenábar, giustamente premiata a Venezia. Bello il montaggio (eseguito dallo stesso regista), con attacchi in dissolvenza significativi tra volto e volto, molta profondità di campo nelle inquadrature con l'operatore che cambia il fuoco sull'oggetto protagonista della scena, e un inizio che ricorda moltissimo il capolavoro "Quarto potere". Nel film di Orson Welles, siamo all'esterno della residenza del protagonista, per progressivamente andare attraverso una finestra, verso la morte. E' la camera di Charles F. Kaine, sdraiato e deceduto, con l'ingresso in campo di un infermiera, a coprire il suo corpo. In "Mare dentro" si parte indagando dall'interno di una camera, con un piano sequenza (...alla Orson Welles), si introduce un personaggio simil "infermiera", si passa al protagonista sdraiato Sampedro, e si esce dalla finestra, per cominciare un lungo percorso: al contrario di "Quarto Potere", si sta giusto iniziando ad andare verso la morte, che non è invece punto di partenza del film, come in Welles.

Questo film sul difficile tema dell'eutanasia, con molti altri temi inclusi (la Chiesa, il cosa c'è dopo la morte, l'amore...), non sarà certo un film ottimistico per un handicappato che lo vede, ma credo e spero che non prenda posizione sul mondo del tetraplegico: il protagonista sottolinea fortemente che è una sua decisione, non si fa portavoce del mondo degli handicappati.

[...]

Leggi la recensione completa del film MARE DENTRO su filmscoop.it

martedì 21 settembre 2004

Recensione EAST IS EAST

Recensione east is east



Regia di Damien O'Donnel con Om Puri, Jordan Routledge, Linda Basset, Archie Panjabi, Emil Marwa

Recensione a cura di peucezia

Il film di produzione inglese, uscito nel 1999, fa parte del filone della commedia etnica avendo come protagonisti i membri di una famiglia anglo-pakistana.
Siamo nei primi anni Settanta in un sobborgo londinese abitato perlopiù da emigrati di varie etnie (la storia si apre infatti con una processione di stampo cattolico). Il capofamiglia George Khan (Om Puri) soprannominato Gengis dai figli per la sua severità, vorrebbe che i suoi sette ragazzi mantenessero le usanze della sua terra, il Pakistan, ma deve combattere con le idee dei ragazzi ben decisi invece a farsi una vita seguendo usi e costumi della terra d'adozione e con la moglie inglese Ella (Linda Bassett, già vista in "Mary Reilly", una singolare trasposizione della storia del dr. Jekyll e mr. Hyde).

Trasposizione cinematografica di una commedia di successo, la pellicola mantiene le caratteristiche proprie della farsa rinunciando forse a quelli che potrebbero essere i suoi punti di forza e cioè il conflitto generazionale e le differenze culturali tra due diverse etnìe.

[...]

Leggi la recensione completa del film EAST IS EAST su filmscoop.it

martedì 3 agosto 2004

Recensione LA FINESTRA DI FRONTE

Recensione la finestra di fronte




Regia di Ferzan Ozpetek con Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro, Serra Ylmaz

Recensione a cura di peucezia

A un anno di distanza da "Le fate ignoranti" Ozpetek propone "La finestra di fronte" il cui titolo sembra mutuato da un classico del cinema "La finestra sul cortile" di Alfred Hitchcock.
In effetti nel film c'è anche un elemento "giallo" ma in realtà le tematiche affrontate dal regista sono ben altre.

La protagonista assoluta della storia è Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) una giovane donna sposata e madre di due figli.
Giovanna trascina giorno per giorno la sua esistenza preda di apatia e disillusione, ha un lavoro che non le piace e con suo marito (Filippo Nigro, già visto ne "Le fate ignoranti" in un ruolo minore) la passione e l'amore hanno lasciato il posto a un ménage monotono e stanco.
La possibilità di svolta esiste ed è rappresentata da due personaggi: il vicino di casa che ha la finestra di fronte (un Raoul Bova versione Clark Kent - la montatura degli occhiali è decisamente superata!) e l'anziano privo di memoria incontrato per strada (Massimo Girotti, a cui peraltro è dedicato il film, nella sua ultima interpretazione prima della scomparsa).

[...]

Leggi la recensione completa del film LA FINESTRA DI FRONTE su filmscoop.it

lunedì 2 agosto 2004

Recensione LE FATE IGNORANTI

Recensione le fate ignoranti




Regia di Ferzan Ozpetek con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Serra Yilmaz, Andrea Renzi, Gabriel Garko

Recensione a cura di peucezia

Terzo film dopo "Il bagno turco" e "Harem Suare" del regista di origine turca Ferzan Ozpetek; si ispira per il suo titolo ad una tela del pittore Magritte (anche se nel film si attribuisce il quadro donato al marito defunto della protagonista ad un fantomatico Joseph Lanti).
Le fate ignoranti sono dei personaggi un po' stravaganti che sono in grado di cambiare la vita di chi incontrano ignorando il peso delle possibili conseguenze.

Una fata ignorante, l'omosessuale Michele (Stefano Accorsi) cambia in maniera definitiva la vita di Antonia (Margherita Buy) altoborghese perfettina prigioniera delle convenzioni e della sua routine costruitasi da sempre.
Antonia ha un lavoro, una bella casa e un marito che ama ma all'improvviso un drammatico incidente che stronca prematuramente la vita del marito le cambia l'esistenza.
Antonia scopre che suo marito aveva un amante da sette anni e che da allora conduceva un'esistenza parallela a lei totalmente sconosciuta.
All'ombra di un gazometro, moderno minareto, in un quartiere popolare di Roma vive in un caseggiato degradato una comunità di diversi rifiutati dal mondo esterno: omosessuali, profughi, travestiti, ninfomani e l'immancabile malato terminale di AIDS (interpretato in maniera mirabile da un noto bello cinematografico Gabriel Garko).
A dispetto della loro condizione di emarginati i membri di questa comune appaiono solidali tra loro e soprattutto felici tanto da spingere Antonia dapprima restìa nei loro confronti a iniziare con loro una amicizia sempre più profonda.

[...]

Leggi la recensione completa del film LE FATE IGNORANTI su filmscoop.it