mercoledì 13 febbraio 2013

Recensione MADDALENA ZERO IN CONDOTTA

Recensione maddalena zero in condotta




Regia di Vittorio De Sica con Carla Del Poggio, Vittorio De Sica, Vera Bergman, Arturo Bragaglia

Recensione a cura di peucezia

Dopo essersi affermato come attore giovane in numerose pellicole leggere degli anni Trenta, Vittorio De Sica, quasi quarantenne, debutta dietro la macchina da presa. "Maddalena zero in condotta", prima regia importante di De Sica esce sugli schermi quando l'Italia è già entrata da diversi mesi nel secondo conflitto mondiale, anche se nella vicenda nessuno se ne avvede.

La storia imbastita è una tipica "commedia degli equivoci" di stampo ungherese perché, così come avviene con "Mille lire al mese" dell'anno precedente, la sceneggiatura si basa su commedie ungheresi, anche se in questo caso l'azione si svolge a Roma.
De Sica è anche attore e contemporaneamente, rivelando doti da commediante classico, veste i panni del protagonista, ma anche del padre e del nonno di questi. Nella storia ci sono molti tipi o caratteri tipici del canovaccio classico delle storie leggere: il giovane amoroso simile per carattere e atteggiamenti a De Sica, la ragazza svampita, il burbero dal cuore buono (il bidello della scuola dall'accento romanesco doppiato da Aldo Fabrizi), la giovane vivace e di buon cuore, la timida impacciata.

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