mercoledì 27 marzo 2013

Recensione EXCISION

Recensione excision




Regia di Richard Bates Jr. con AnnaLynne McCord, Traci Lords, Ariel Winter, Roger Bart, Jeremy Sumpter, John Waters, Malcolm McDowell, Marlee Matlin

Recensione a cura di ilSimo81 (voto: 9,0)

Capelli arruffati incorniciano il viso tempestato dall'acne, la primavera del corpo soffocata in una goffa, neutra mascolinità. Un carattere scontroso ed introverso brucia in uno sguardo enigmatico e disturbante. Derisione ed emarginazione dai coetanei sono prosecuzione sociale del disprezzo e dell'indifferenza familiari.
Povera, Pauline. Meriterebbe compassione.
Pericolosa, Pauline. Dietro quegli occhi spiritati e dentro quelle parole aspre si nasconde un animo ribelle, intelligente e profondamente disturbato. Una mente vivace, morbosamente ossessionata da sesso, sangue e morte, che adulti scettici desistono dal salvare.
La dichiarata ambivalente ambizione di diventare chirurgo sposa uno struggente, inespresso o inconsapevole, sogno e bisogno di attenzione. La tragedia si profila all'orizzonte.

Questa è Pauline, la protagonista di "Excision", pellicola del 2012 del giovane Richard Bates Jr.
La partecipazione al Sundance Film Festival dello stesso anno, nella sezione dei Midnight movie, oltre ad essere determinante per la carriera di Bates (per sua stessa ammissione) è indice di raggiunta maturità da parte di una storia nata in embrione nel 2008. Le vicende di quest'adolescente disturbata infatti venivano già narrate in un'omonima dark comedy, con lievi richiami autobiografici ("ispirata al crescere in Virginia") e dalla breve durata (18 minuti). Girato con l'intento di impressionare gli spettatori, il corto partecipa a 50 festival e vince 24 riconoscimenti. Sono risultati notevoli che Bates, peraltro spronato da più parti, non può ignorare: "Excision" diventa così il suo obiettivo ed ossessione ("Mi ero ormai convinto che, se avessi dovuto fare un film nella mia vita, quello doveva essere Excision... Non potevo togliermelo di mente").
La pellicola viene infine alla luce, nutrendosi della convinzione di Bates che, pur di realizzarlo, finanzia il film di tasca sua e col contributo di una cerchia di amici, ponendo alcune delle location in un garage. Peculiarità di un prodotto underground, ma di qualità notevole.

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