mercoledì 25 ottobre 2006

Recensione AIRPORT '75

Recensione airport '75




Regia di Jack Smight con Myrna Loy, George Kennedy, Karen Black, Charlton Heston

Recensione a cura di Giordano Biagio (voto: 7,0)

Dopo i generi catastrofici in bianco e nero degli anni '30 questa pellicola prosegue la serie dei drammi americani, ma con un nuovo oggetto: gli incidenti su aerei passeggeri ad alta quota. E' il secondo film dei numerosi "Airport" anni '70.
"Airport '75" è un'opera che ha suscitato un grande interesse di pubblico. Un successo in parte scontato perché il film si è posto, con alcune sue idee narrative, sulla scia del precedente "Airport" del regista Seaton. Film quest'ultimo che ha avuto un buon risultato commerciale ed è noto anche per la partecipazione del famoso Dean Martin.

"Airport '75" è una pellicola dai livelli tecnici e spettacolari sopra la media. Essa conferma la meticolosità e l'inventiva nella regia di Jack Smight.
Il film contribuisce a soddisfare una vasta e inesauribile domanda di mercato legata all'immaginario drammatico-aviatorio. Un genere che durerà quasi un ventennio trasformandosi successivamente in dramma giallo politico con risvolti terroristici. Questo filone commerciale risulterà pressoché inesauribile.
L'idea di raccontare storie sinistre che accadono ad aerei ad alta quota confermerà, nelle sue applicazioni più svariate e con la sua prolificità di ricche emozioni, la consistenza di un'immagine di cinema che si poneva, sotto l'aspetto più sensoriale, in forte evoluzione spettacolare. Il cielo con la sua bellezza poetica e misteriosità fisica nonché configurativa ha sempre suscitato nell'animo umano una forte tensione verso la sua conquista: sia reale che letterario-religiosa. Il richiamo dell'immaginario celeste solcato da numerosi aerei passeggeri ci coinvolge a volte in modo spasmodico, specialmente quando accadono imprevisti ai normali percorsi di linea degli aeroplani. Sull'immaginario umano l'effetto di una disgrazia o di un dirottamento è incisivo, non lascia assolutamente indifferenti.
Basti pensare, dopo un incidente, al terrore che si prova per le vite in pericolo e a come pensiamo subito dopo, per identificazione, alla possibilità che quanto accaduto si possa ripetere con noi a bordo. Oppure si pensi anche allo sconvolgimento più simbolico- sociale, di portata politica incommensurabile, dovuto all'impatto aereo del 11 settembre 2001 in America che ha tenuto tutti con il fiato sospeso per più di un'ora. E' massima quindi l'idoneità di questo tipo di spettacolo ambientato nell'aria a produrre generi thriller ricchi di suspense ad alta tensione. Anche per il futuro, visti i risultati, questo tipo di pellicole sembra destinato a non conoscere crisi.

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