martedì 21 febbraio 2006

Recensione PRIVATE

Recensione private




Regia di Saverio Costanzo con Mohamed Bacri, Lior Miller, Areen Mashrawi, Tomer Rouso, Hend Ayoub

Recensione a cura di peucezia

Opera prima di Saverio Costanzo, figlio di Maurizio e documentarista, il film ha vinto il pardo d'oro all'ultimo festival del cinema di Locarno.
La pellicola è stata realizzata con un budget alquanto risicato: location in Calabria, tra gli attori anche due ragazzi di origine napoletana (così recita la leggenda), girato in digitale. Il tutto seguendo le teorie espresse dal Dogma: telecamera a spalla, l'occhio della camera che segue, si sposta, rende partecipe lo spettatore, proprio come un documentario.

La storia è di quelle dure, che trafiggono: una famiglia come tante, padre insegnante, mamma casalinga e figli di varie età alle prese con le problematiche dei loro anni: difficoltà negli studi, ribellioni, odio-amore nei confronti dei genitori. A prima vista potrebbe sembrare una storia minimalista come tante, se non fosse per un piccolo particolare: la famiglia in questione è palestinese e vive lungo la striscia di Gaza, da sempre oggetto di conflitto tra due popoli tanto vicini quanto distanti: gli ebrei e i palestinesi.
Un giorno come tanti arrivano gli ebrei, il regista sceglie di fare delle inquadrature a scatti per rendere l'azione concitata, confusa e per meglio rendere lo stato di confusione e di angoscia che coglie la famiglia. La casa è occupata, prassi consolidata per l'esercito israeliano. D'un tratto ci si trova prigionieri in casa propria, a condurre una vita normale nella situazione più anormale, a coabitare con i propri nemici con i quali si comunica in inglese.
Da questo punto il film continua a mostrare le reazioni degli abitanti della casa, la famiglia e i soldati "spiati" dalla figlia più grande e sorpresi nella loro vita di tutti i giorni, l'amore per la musica e lo sport. Ragazzi come tanti, ma che parlano una lingua diversa.

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