lunedì 2 gennaio 2012

Recensione GUIDA PER RICONOSCERE I TUOI SANTI

Recensione guida per riconoscere i tuoi santi




Regia di Dito Montiel con Robert Downey Jr., Rosario Dawson, Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum, Eric Roberts

Recensione a cura di Mimmot

"Guida per riconoscere i tuoi santi", o forse una guida per riconoscere le persone che ti vogliono bene.
Le persone alle quali pensi quando hai un problema, alle quali puoi confidare i segreti più intimi, senza timore di essere giudicato; coloro con cui puoi arrabbiarti, sfogarti, perdere la pazienza, coloro con i quali puoi condividere speranze e amarezze, gioire o soffrire insieme, che ti restano vicino non per cosa hai, ma per ciò che sei; che provano gioia a stare con te, anche se non condividono necessariamente tutti i tuoi interessi, coloro ai quali possiamo dare tutta la nostra fiducia sicuri che non ci tradiranno mai, con i quali si crea una perfetta sintonia per cui l'altro sa già cosa vuoi dire, senza grandi discorsi, e ti resta vicino anche quando stai in silenzio.
Chi non vorrebbe una guida per riconoscere le persone che ci vogliono bene veramente?
Anche se sono i ragazzi del branco, gli amici che lasci per fuggire da una realtà opprimente; anche se sono un padre che ti adora ma che ti vorrebbe diverso e non vuole lasciarti partire per inseguire i tuoi sogni; anche se sono la ragazza che ami ma solo a modo tuo; anche se sono le strade che devi percorrere per fuggire lontano da tutta la melma che ti circonda e nella quale qualcuno vorrebbe farti affogare. Una strada non sappiamo quanto giusta o sbagliata, ma pur sempre una strada: la tua strada. Una strada da percorrere fino in fondo per arrivare, alla fine, a riconoscere i tuoi santi.
I tuoi santi! Chi? Gli amici? Gli affetti? O coloro che ti hanno permesso di scappare da una periferia anonima e violenta?
Un mondo chiuso, una sorta di ghetto dove ad un certo momento senti che ti manca l'aria, dove improvvisamente ti senti un estraneo. E decidi di fuggire. Lontano. Da tutto e da tutti. Per seguire i tuoi sogni. Verso l'ignoto, verso la libertà.
E Dito un giorno non ce la fa più e scappa. Lascia tutto, la famiglia, gli amici, la ragazza che ama e scappa. Verso la California, verso l'American dream.

Dito (Dito Montiel, regista, sceneggiatore, autore del romanzo da cui il film è tratto, è lui che vorrebbe una guida per riconoscere i suoi santi) è oggi uno scrittore di successo che vive a Los Angels, in California.
Di ritorno da un reading, nel corso del quale ha letto alcuni brani del suo romanzo, "A guide to recognizing your Saints", appunto, ascolta sulla sua segreteria telefonica un accorato appello della madre che lo esorta a tornare immediatamente a casa perché suo padre ha avuto un grave malore e sta morendo in ospedale.
Il viaggio a ritroso, dalla California verso il Queens, il grigio e degradato quartiere di New York dove è nato e cresciuto e dal quale è fuggito 15 anni prima per salvarsi dall'emarginazione, diventa per Dito l'occasione per ripensare al suo passato e fare un bilancio della sua vita.
Ritornare significa far riemergere i ricordi angosciosi dell'ultima estate passata ad Astoria, nel Queens, le grigie giornate segnate da violenza e pestaggi, litigi coi genitori e microcriminalità, primi amori e cruda scoperta del sesso, amicizie difficili e consumo di droga; quando ancora adolescente scorazzava per le strade del quartiere insieme agli inseparabili amici di sempre, Antonio, Giuseppe e Nerf.
Antonio, il volto perennemente segnato dalle percorse del padre, spavaldo e impulsivo, bullo fragile e violento, generoso e protettivo al punto da mettere la sua vita all'inferno per salvare quella dell'amico; Giuseppe, fratello minore di Antonio, costantemente alla ricerca di conferme, nella continua necessità delle attenzioni del fratello a cui vorrebbe tanto assomigliare; Nerf, il terzo vertice del triangolo che stringe in una morsa affettiva il protagonista e gli impedisce di andare via da quel sobborgo per realizzare i suoi sogni. Compagni di vita e di esperienze, figure di riferimento che gli vogliono bene ma non gli permettono di aspirare ad una vita migliore.
Le figure femminili sembrano ombre sbiadite che non si elevano mai al di sopra della marginalità: la madre, succube del marito, non riesce a mediare tra l'intransigenza del padre e la voglia di evasione del figlio; Laurie, la giovane fidanzatina, sensuale e insicura, simbolo dell'innocenza violata. La sua ansia di essere accettata si traduce, spesso, in atteggiamenti eccessivamente sensuali e provocanti che trovano terreno fertile negli ormoni in subbuglio di adolescenti emarginati e anche un po' reietti.
Il caldo torrido dell'estate del 1986 che precede la fuga è insostenibile come il bisogno di affrancarsi dalla difficile realtà del suo quartiere, caratterizzata dalla drammatica assenza di futuro, ma soprattutto da un contesto familiare mosso da buone intenzioni ma opprimente e castrante, che gli tarpa le ali e gli impedisce di crescere.

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