lunedì 28 febbraio 2011

Recensione OFFSCREEN

Recensione offscreen




Regia di Christoffer Boe con Nicolas Bro, Lene Maria Christensen, Karen Margrethe Bjerre, Christoffer Boe, Jakob Cedergren, Bjarke de Koning, Trine Dyrholm, Mathilde Norholt, Signe Skov, Niels Weyde, Katrine Wiedemann

Recensione a cura di K.S.T.D.E.D.

I cineasti danesi, è cosa nota, sono fuori di testa. Ogni qualvolta ci si avvicina ad una loro pellicola viene istintivo prepararsi a qualcosa di quanto meno insolito. Tuttavia, sistematicamente, non ci si prepara mai a sufficienza e la pellicola di turno finisce per spiazzare lo spettatore. Che piaccia o meno non è rilevante, perché se ne rimarrà sorpresi in ogni caso. "Offscreen", per esempio. Ecco, se Christoffer Boe col suo precedente lungometraggio, "Allegro", confermava quanto scritto sopra, con questo suo "Offscreen" riesce a rendere le prime righe di questo scritto forse anche troppo riduttive.
Il regista l'ha definita un'amabile e cruenta tragicommedia.
Arricchire questa lapidaria descrizione con aggettivi come malsana e claustrofobica sarebbe niente affatto fuori luogo.

Il tutto comincia con Nicolas Bro e Christoffer Boe. Nell'interpretare se stessi, il primo chiede al secondo, regista appunto, come usare una videocamera. È sua intenzione portarla in casa, riprendere ogni secondo della giornata, inquadrando e poi cercando di risolvere i problemi tra lui e la sua compagna Lene (Lene Maria Christensen, che interpreta a sua volta se stessa). Lo strumento però, con l'andare del film, acquisterà un peso sempre maggiore nella vita di Bro, fino a divenire per lui il centro della sua esistenza, tanto che la sua compagna lo abbandonerà, cosa che poi faranno anche tutti i suoi amici, lasciandolo solo con la sua ossessione.

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