martedì 4 aprile 2006

Recensione BRAVEHEART - CUORE IMPAVIDO

Recensione braveheart - cuore impavido




Regia di Mel Gibson con Mel Gibson, Sophie Marceau, Catherine Mccormack, Patrick Mcgoohan, Brendan Gleeson, Alun Armstrong, James Cosmo, Peter Hanly, Sean Lawlor, Angus Macfadyen

Recensione a cura di GiorgioVillosio

Mi era sfuggito, ai suoi tempi, questo filmone americano del... secolo scorso, e mai lo avrei visto se non per merito della televisione. Rendiamo onore al merito: la TV non ha solo Grandi Fratelli e Isole più o meno famose... ma pure cinema di tutti i tipi, da guardare comodi mangiando, senza uscire di casa e cercare parcheggi nel centro! Grazie proprio a questo, ci mette in condizione di guardare film che non avremmo scelto, arricchendo infine i nostri orizzonti.
Ed è vero, perché io per primo diffido in genere dei pluripremiati agli Oscar, sospettando convenzionalità, enfasi e sensazionalismi; e, dunque, per un errato preconcetto avrei perso un lavoro degno per alcuni aspetti, che voglio citare per primi.

Innanzitutto una ricostruzione storica accurata degli ambienti del tempo, davvero poveri, come molti, ignorando la storia, non sospettano. Il medioevo, dall'alto al basso, fu un'epoca oscura e triste, infinitamente povera e insana: dove i Signori stessi vivevano segregati tra le grigie pietre dei loro manieri, ben lontani dai fasti delle poche capitali dei centri, tormentati tra l'altro da una visone religiosa del mondo infelice, tetra e colpevolizzante.
E di questa atmosfera buia il film in oggetto fornisce valide testimonianze, soprattutto nel dipingere le losche manovre politiche dei potenti, vessati dalle richieste tributarie dei monarchi centrali, e portati a riversarle con prepotenza e ingiustizia nei confronti delle lacere masse popolari.
Dalla quale situazione si origina l'afflato ideale ad un mondo più giusto e alla ribellione contro i soprusi che aleggia in tutto il film; ma con toni favolistici e leggendari, come nella grande tradizione delle Chansons de geste, importata al di là della Manica con le storie arturiane e robiniane, le ricerche del Sacro Graal o le vicende di Tristano e Isotta.
Di questi elementi troviamo traccia nelle vicende amoroso-sentimentali del protagonista, con la prima amatissima moglie, crudelmente uccisa da un signorotto locale, e poi, addirittura, con la regina Isabella, moglie del Re Edoardo, che passa dalla sua parte tradendo il consorte... per amore dei suoi begli occhi! Con un sentimentalismo alla Harmony e trame ancillari che non fanno di certo onore al film.

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