mercoledì 11 febbraio 2009

Recensione REVOLUTIONARY ROAD

Recensione revolutionary road




Regia di Sam Mendes con Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly

Recensione a cura di JackR

Dopo le divagazioni gangster ("Road to Perdition") e belliche ("Jarhead"), Sam Mendes torna a smascherare il lato oscuro del cuore del sogno americano, la famiglia, come aveva fatto in "American Beauty". Con "Revolutionary Road", però, sceglie di andare alle radici di quel sogno e di collocare la sua impietosa lente di ingrandimento a metà degli anni '50, riunendo lo storico duo di "Titanic" Di Caprio/ Winslet (moglie di Mendes, peraltro) nell'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Richard Yates.

Frank (Leo) e April (Kate) Wheeler sono una giovane coppia middle class benestante in crisi nell'America degli anni 50. L'incapacità di sfuggire alla monotonia ed alla mediocrità che li circonda e che sta affondando i loro sogni e le loro speranze sta aprendo una crepa insanabile tra i due: lei, attrice fallita, è imprigionata nel ruolo frustrante di madre e moglie, lui, incapace di trovare un lavoro soddisfacente è finito a fare il lavoro del padre, venditore di macchine calcolatrici.
April ha un'idea: lasciare tutto e trasferirsi in Europa, a Parigi, per ricominciare, per offrire a Frank il tempo ed il modo di trovare la sua vocazione e perseguirla, e per abbandonare definitivamente una vita in cui l'unica persona in grado di percepire come loro il "vuoto disperato" della vita borghese è il figlio schizofrenico di una vicina di casa (Kathy Bates). Nonostante l'iniziale titubanza, Frank accetta, ma un'improvvisa possibilità di carriera e un'inattesa ed indesiderata terza gravidanza fanno miseramente fallire il piano di fuga e stringono il cappio intorno alla gola di April, riportando a galla tutte le tensioni sopite.

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