venerdì 26 novembre 2010

Recensione LA PAPESSA

Recensione la papessa




Regia di Sönke Wortmann con Johanna Wokalek, David Wenham, John Goodman, Iain Glen, Anatole Taubman, Suzanne Bertish

Recensione a cura di peucezia

Figura nota a chi ha dimestichezza dei tarocchi e protagonista di una leggenda medioevale, la Papessa Giovanna ha in tempi molto più recenti ispirato una scrittrice statunitense alla Dan Brown: Donna Woolfolk Cross, la quale nel 1996 ha scritto il romanzo pseudostorico "Pope Joan".
Sönke Wortmann, regista tedesco ("Il miracolo di Berna" è uno dei suoi film più noti in Italia), ha tratto dal romanzo il film "La papessa", uscito nel 2010.

Kolossal singolare, coprodotto con Gran Bretagna e Stati Uniti, lunghissimo ma mai noioso, il film segue con precisione le tappe fondamentali nella vita di Giovanna, nata nell'anno 814 come unica figlia dopo tre maschi di un prete di campagna (nel primo Medioevo il celibato non era obbligatorio per i sacerdoti).
A differenza dei suoi fratelli, a cui spetta apprendere a leggere e scrivere (le donne dovevano rimanere illetterate in quanto si riteneva che non avessero un'anima!), la piccola Giovanna mostra di possedere un'intelligenza vivace e pronta e solo grazie all'apertura mentale di un saggio maestro riesce a sfuggire al suo destino di donna nelle mani di un padre brutale e rigido.
Giovanetta si invaghisce di un conte illuminato, ma poi dopo le violente incursioni dei Sassoni entra in convento al posto del fratello scomparso. Finisce così per intraprendere quel cammino che la porterà anni dopo a farsi acclamare vescovo di Roma.
La caratteristica principale di Giovanna è la saggezza e la capacità di guarire e capire il suo prossimo. La scrittrice Woolfolk Cross e il regista, di conseguenza, sposano il significato che viene dato nei tarocchi alla carta della papessa e cioè quello di simbolo di sapienza, contrapposto al principio maschile.

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