mercoledì 4 novembre 2009

Recensione SACRIFICIO

Recensione sacrificio




Regia di Andrei Tarkovskij con Gudrun Gisladottir, Allan Edwall, Susan Fleetwood, Erland Josephson, Valérie Mairesse

Recensione a cura di Ciumi (voto: 8,5)

Difficile è il cinema di Tarkovskij, e in taluni punti traversato da passaggi oscuri che non sempre possono essere appieno decifrati, se non nel linguaggio ermetico proprio della poesia Novecentesca. Le sue opere, come gran parte dell'arte moderna, non offrono risposta alcuna, e si presentano piuttosto come assidui soliloqui che si pongono sì ai margini, ma pur sempre all'interno dell'esperienza umana; guardando all'universo e all'eternità cristiana, senza tuttavia mai avere l'imprudenza di volerne valicare la soglia.
Ed è probabilmente in virtù di questi propositi che spesso i suoi film si servono d'una o più componenti fantastiche o fantascientifiche. Le sue sono domande estreme, considerazioni che trovano la propria formula nella dimensione onirica e immaginifica, e il proprio verbo nelle maglie simbolistiche della poesia pura.

Dopo l'esperienza liturgica e per diversi aspetti autobiografica di "Nostalghia", Tarkovskij aveva perciò bisogno di congedarsi con un'opera che ne ribaltasse l'orientamento retrospettivo, e serbasse al suo interno un messaggio universale e futuribile, capace di rivolgersi non solo al proprio Io, ma a quello dell'umanità intera, pregno di quell'attesa ansiosa di pace che incontra l'uomo alle soglie della terza età, e assieme forte d'una presa di coscienza ch'è frutto d'anni di sofferte riflessioni, di ricerche artistiche e faticato mestiere.

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