mercoledì 11 novembre 2009

Recensione VIVERE - IKIRU

Recensione vivere - ikiru




Regia di Akira Kurosawa con Makoto Kobori, Nobuo Kaneko, Takashi Shimura, Kyoko Seki

Recensione a cura di Ciumi (voto: 9,0)

Meglio conosciuto in Italia per le sue opere ambientate nell'era feudale dei samurai, e per i suoi riadattamenti a quell'epoca di alcuni drammi shakespeariani, Kurosawa fu ancor prima un artista consapevolmente radicato nei problemi del suo tempo, profondo conoscitore dell'uomo e delle sue abitudini, virtù che sviluppò, oltre che attraverso un'approfondita conoscenza della cultura giapponese, anche mediante lo studio della letteratura russa, e di Dostoevskij in particolar modo, del quale traspose in immagini alcuni romanzi.

Impegno morale. E' questa l'espressione che per prima s'imprime non appena finita la visione di questo film.
E l'immagine iniziale, che ci viene apposta davanti agli occhi in maniera immediata e diretta, è subito un monito violento, quanto di più terribile l'uomo contemporaneo può aspettarsi di vedere a un certo punto della propria vita: la radiografia che rivela un tumore maligno.
In questo caso, quello di Kanji Watanabe, capoufficio comunale alle soglie del pensionamento, inerte, apatico, svuotato del benché minimo spirito d'iniziativa; uomo remissivo, sopraffatto dalla ripetitività dei suoi gesti che hanno perso da tempo ragione di essere e significato.

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