lunedì 11 ottobre 2010

Recensione LA COLAZIONE DEI CAMPIONI

Recensione la colazione dei campioni




Regia di Alan Rudolph con Buck Henry, Glenne Headley, Omar Epps, Barbara Hershey, Bruce Willis, Lukas Haas, Albert Finney, Nick Nolte

Recensione a cura di A. Cavisi (voto: 6,5)

Dwayne Hoover, famoso commerciante di automobili, tenta disperatamente il suicidio perché ossessionato dal lavoro e dalla famiglia, ma alla fine riesce a trovare l'aiuto che cercava grazie ad uno scrittore fallito di romanzi fantascientifici, nel quale l'imprenditore si rispecchia.

Fracassone ed esagerato sono i primi due aggettivi che vengono in mente sul film , perché in realtà le idee e le trovate ci sono eccome, ma andrebbero presentate con più garbo e stile.
La colazione dei campioni avrebbe potuto essere uno di quei fatati film alla Gilliam o uno di quelli geniali alla Coen. Invece qui, le immagini, i colori, i suoni, gli attori stessi vengono letteralmente lanciati a briglia sciolta, senza un minimo di criterio. Certo i momenti esilaranti non mancano e si fanno ricordare anche a distanza di tempo, ma tutto questo non basta. Come dimenticare,ad esempio, il grande autoironico Nick Nolte vestito in lingerie femminile, o Bruce Willis con tanto di tupé che, per zittire i suoi interlocutori, stringe tra le mani la loro lingua; o ancora Albert Finney, scrittore fantascientifico fallito (alter ego dello scrittore Vonnegut autore del romanzo da cui è tratto il film), che entra in uno specchio passando in un'altra dimensione dove torna bambino?  Ma al di là di questo, il film non riesce ad andare: il messaggio si perde nei meandri delle miriadi di scritte sovrapposte o di canzoni un po' troppo ripetute o di visioni tra lo psichedelico e il grottesco.

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